Il presidio
Controlli sulla sicurezza degli operatori del centro
Ieri mattina il sopralluogo del servizio di prevenzione dell’Azienda sanitaria Tra le zone esaminate, gli spogliatoi e lo spazio che divide le due degenze Covid
CAMPIGLIA
Sopralluogo del servizio Asl di prevenzione e sicurezza dei luoghi di lavoro al Centro di riabilitazione. Gli esiti dei controlli affidati ieri mattina a due operatori non sono stati resi noti.
E’ possibile che l’intervento sia la risposta alla richiesta dei sindacati, che sollecitavano controlli sul livello di protezione del personale impegnato nelle due degenze distinte, allestite al pianterreno dell’edificio. In una sono ospitati 12 pazienti cosiddetti negativizzati (che hanno fatto registrare i due tamponi negativi). Nell’altra ala, con gli stessi posti-letto, ci sono al momento 4 pazienti Covid usciti dalla terapia intensiva che, dopo un periodo nei reparti “bolla”, devono ancora superare il doppio test.
Reparti diversi, accessi diversi ed un grande spazio centrale che separa le due zone, una volta destinato ad attività comuni, attraversato ora da delle catenelle per dare visibilità alla divisione.
Nel progetto, le dimensioni dello spazio sono state ritenute più che sufficienti ad evitare possibilità di interferenze tra le due ali e si è optato per la semplice segnalazione con le catenelle.
I due operatori si sarebbero soffermati su questo elemento e sugli spogliatoi destinati al personale. Potrebbero derivarne prescrizioni che l’Asl - nelle vesti in questo caso di “controparte” del suo stesso servizio di prevenzione - dovrebbe introdurre.
Fin dagli inizi, le preoccupazioni dei sindacati si sono concentrate anche sulla mancanza di personale dedicato, stimata in almeno 5 infermieri rispetto all’organico necessario a praticare le pause ogni 4 ore.
Pause ancora più necessarie per il carico aggiuntivo costituito dagli indumenti protettivi che peraltro allungano i tempi necessari alla vestizione e alla svestizione. Caduta nel vuoto la richiesta sindacale di un’assegnazione del personale specifica per ciascuna delle due degenze
Intanto, nonostante il “si può fare, è tutto a norma” ribadito anche recentemente dalla direzione Asl, continua a far discutere la decisione di trasformare la struttura campigliese in centro di riabilitazione destinato a pazienti usciti della malattia e non.
Una decisione passata sulla testa degli enti locali, contestata da tutte le forze politiche e da molti cittadini, che ha come effetto conseguente il blocco di tutte le forme di riabilitazione extra patologia Covid.—
V.P.
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