«Al pubblico con la sensazione di camminare sulle uova»
Tra speranze, nuove idee e le difficoltà delle misure anticovid Alcune voci di titolari di attività a San Vincenzo e Venturina
val di cornia
Voci dalla Val di Cornia nel primo giorno di apertura in base alle nuove disposizioni anticovid.
«La sensazione è che le persone abbiano bisogno di tornare alla vita normale, anche se con delle limitazioni. E poter fare colazione al bar è un importante passo avanti in questo senso». Così Riccardo Macchia, titolare del bar-pasticceria La Galleria. Il suo è uno degli esercizi commerciali di San Vincenzo che dal 18 maggio hanno riaperto le porte ai clienti. «Le misure da attuare sono tante. Ho deciso però di riaprire subito, con le precauzioni sanitarie necessarie e inserendo la segnaletica a pavimento richiesta». Come da regolamento, al bancone non più di due clienti alla volta. «In attesa di una più continua affluenza al bar, manterremo anche il servizio della colazione a domicilio per la domenica mattina». Riaprono anche i negozi di abbigliamento. «La pioggia non ci ha dato una mano – racconta Vanessa Manetti, titolare de la Boutiqueria – dovremo aspettare il fine settimana per avere un quadro più chiaro. La sensazione è quella di camminare sulle uova, dovendo attuare in prima persona una serie di misure mai sperimentate prima. Se alcune cose, come la sanificazione e la fornitura di gel, sono facilmente attuabili, trovo che l’obbligo di indossare guanti per la clientela sia una misura poco pratica, spece nella scelta di costumi e capi d’abbigliamento. Anche perché di questi tempi avere forniture di guanti non è semplice». Di questo parla anche Francesca Bonanni di Yamamay. «Facendo parte di un franchising, è l’azienda a fornirci i sistemi di protezione individuale necessari, e i protocolli da seguire. Dovremo prenderci la mano ma siamo emozionate di riaprire. I clienti fin’ora hanno seguito le nostre indicazioni senza problemi». Riapre completamente anche chi aveva già avviato la vendita di articoli per bambini, come Andrea Fulceri di Sporteen. «Negli ultimi mesi ho fatto anche consegne a domicilio di capi per adulti quindi sapevo che non ci sarebbe stata la fila. Siamo consapevoli che questo sarà un anno strano ma speriamo che con la bella stagione San Vincenzo si risvegli». Aprono i battenti anche parrucchieri e centri estetici. «Le liste di attesa sono lunghissime – dice la parrucchiera Nara Pini – per questo faremo turni di 12 ore e festa solo la domenica. L’ansia è tanta e con i nuovi protocolli la sensazione è quasi quella di ricominciare da capo. Saranno mesi complessi».
Anche la Conca d’Oro a Venturina Terme riprende la somministrazione al pubblico, dopo aver fatto asporto e consegna a domicilio. «Considero l’emergenza attuale – dice il titolare Domenico D’Affronto – un’opportunità. E questa riapertura è un banco di prova. Quando c’è un problema c’è sempre chi si ingegna per trovare soluzioni, anche da offrire a chi magari trova scuse e si oppone a prescindere. Io per natura preferisco sempre tentare una soluzione. Ogni opportunità rappresenta poi un’occasione di ripensare la propria azienda o attività, e permette anche di vedere aspetti che prima, nella normalità del quotidiano, sfuggivano». Dalia Buccianti, titolare di Alla Corte dei libri – Art Cafè: «Abbiamo riaperto al pubblico la parte di libreria quando è stato fatto il decreto più di un mese fa, e ci siamo subito attrezzati e messi in moto facendo consegne a domicilio di libri e successivamente degli aperitivi. Dal 4 maggio, vista la possibilità di fare l’asporto, abbiamo fatto ripartire il bar. Perciò ci siamo dati da fare e allenati per cambiare le carte in tavola e adattarci a questi cambiamenti. Ho 24 anni, sono una giovane imprenditrice con tanti obbiettivi, e questo non è il momento per farsi prendere dal panico bensì di rimboccarsi le maniche e trovare nuove idee e stimoli per andare avanti, ricordandoci che non sarà una passeggiata, ma anche che prima o poi tutto questo finirà, non sarà così per sempre! ».
Non ha mai chiuso Amici miei, negozio di prodotti e toelettatura per animali. «Aperto ma a quasi zero incassi – dice il titolare Silvano Zanchi –. Qui siamo messi male. La strada chiusa non aiuta, ma il Comune non ha intenzione di riaprirla perché vogliono un centro di aggregazione. Qui occorre che la gente frequenti il paese, che venga di nuovo abituata a comprare all’interno del paese e della Ztl». —
Irene di brino
annalisa mastellone
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