Il Tirreno

il caso dei pazienti covid 

«Ridicole le accuse di Bertini alla maggioranza»

«Ridicole le accuse di Bertini alla maggioranza»

Il gruppo Campiglia Comune difende l’operato della sindaca Ticciati e torna a chiedere chiarimenti all’Asl sul futuro del centro polifunzionale

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CAMPIGLIA

Il gruppo consiliare Campiglia Comune ha provato a presentare sul centro polifunzionale di Campiglia un documento unico che potesse rappresentare tutte le forze politiche che siedono in consiglio comunale. Un documento che contiene una richiesta di chiarimenti da parte di Asl, un ripristino immediato dei servizi sanitari per Campiglia e un futuro potenziamento del centro.

«Le opposizioni hanno rifiutato - scrive Cc - La posizione della maggioranza su questa vicenda è sempre stata molto chiara: grave mancanza di rispetto nei confronti del sindaco da parte dell’Asl, presentazione di un progetto per covid clinicamente guariti con doppio tampone negativo trasformatosi in progetto per covid positivi a cui il sindaco (responsabile della salute dei cittadini) non ha potuto partecipare perché non coinvolto e smantellamento dei servizi sanitari presenti nella struttura di Campiglia. Leggiamo inoltre in un post del consigliere Nicola Bertini che l’amministrazione sarebbe stata silente. Affermazione ridicola e azzardata, visto che la sindaca Alberta Ticciati si è, sin dall’inizio, fatta valere senza remore e in ogni sede per ottenere risposte chiare dall’Asl. Nello stesso post Bertini chiarisce la sua posizione. Una posizione che si disinteressa totalmente del merito della questione. Dire semplicisticamente che i pazienti positivi non si vogliono è una posizione quantomeno comoda e di dubbia correttezza, ricordiamo a Bertini che se altri avessero agito in tal senso alcuni pazienti del nostro comprensorio non sarebbero stati curati in altre città della regione. Non possono esistere in situazioni di emergenza sanitaria egoismi e campanilismi di questo genere».

«Ecco - prosegue Cc - il fatto che una comunità non volti le spalle a priori a persone che necessitano di essere riabilitate a seguito di mesi di sofferenze non significa che non si prenda posizione. Significa, anzi, che si guarda alla vita, alla solidarietà e all’umanità, non perdendo di vista però la sicurezza e la salute di tutti. Il progetto iniziale, accolto con favore dall’amministrazione, rappresentava oltre che la possibilità di partecipare concretamente al momento di emergenza, una scelta che avrebbe potenziato e messo in luce il centro polifunzionale di Campiglia. Quello che non possiamo accettare è che il progetto sia stato modificato e trasformato dall’Asl in totale autonomia decisionale».

«Non vogliamo arrogarci la competenza tecnica per decidere come doveva essere fatto il progetto perché non l’abbiamo - conclude Cc - ma vogliamo rivendicare il diritto di riavere attivi i servizi sanitari su Campiglia, il potenziamento della struttura e quantomeno avere chiarimenti da parte dell’Asl in merito alle modalità esecutive del progetto e alla sicurezza dello stesso, sicurezza per i pazienti, gli operatori e per la cittadinanza». —

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