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Uno dei pazienti dell’isola guarito grazie all’eparina

Uno dei pazienti dell’isola guarito grazie all’eparina

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PORTOFERRAIO

Uno dei dodici pazienti elbani contagiati dal Covid-19 è guarito completamente, grazie alla terapia anticoagulante (eparina), a bassi dosaggi. Lo riferisce il dottor Samadhi Santoro, il medico di medicina generale del paziente.

«Porto all'attenzione il caso di un mio assistito che ha contratto una polmonite estesa da Coronavirus, – dice Santoro – diagnosticato mediante tamponi multipli e immagini radiografiche suggestive. L’età avanzata, il sesso maschile e le gravi comorbidità facevano prevedere una prognosi infausta ed invece la polmonite è stata asintomatica e la guarigione è stata completa. La particolarità di questo caso è che è stata utilizzata l’eparina, che era già da tempo in terapia cronica e ad un dosaggio basso, sufficiente però ad “impregnare” l’organismo del paziente».

Il giovane medico si chiede se l’eparina possa favorire una prognosi benigna nella polmonite da Covid-19. Egli, inoltre, grazie alla sua esperienza in ecografia, sottolinea l’importanza dell’ecografia toracica per seguire in modo innocuo tutto il decorso della polmonite da Coronavirus, come quella di altre polmoniti. «L’eparina, a bassi dosaggi, è già attualmente considerata nella terapia del coronavirus. – commenta ancora Santoro – Nuove ricerche stanno dimostrando che la pericolosità di questa infezione sia legata alla precoce endotelite dei vasi polmonari e successivamente di tutti i vasi dell’organismo ed alla conseguente risposta immunitaria infiammatoria dell’ospite che attivano la trombosi/trombo-embolia, non solo nel polmone, ma anche in altri distretti. Il Covid-19 attraversa, dunque, gli alveoli polmonari distruggendone l’endotelio e attivando la tempesta di citochine, che determinerà, in ultima analisi, la coagulazione intravascolare disseminata. L’eparina avrebbe quindi un ruolo centrale nella terapia, non solo come antitrombotico, ma sono state accertate, oltre ad un effetto antivirale diretto in vitro ed in vivo, un’azione di protezione dell’endotelio dei vasi sanguigni ed un’azione anti-infiammatoria». Santoro afferma che il caso elbano conferma l’utilità dell’uso dell’eparina e degli altri anticoagulanti già in uno stadio precoce. —

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