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Terra Nostra attacca la giunta «Variante fatta alla “zittina”
Il gruppo di opposizione chiede di aprire la discussione sullo sviluppo termale «Della delibera approvata nessuno sapeva nulla»
RIO
«Sempre alla zittina, approfittando della pausa generale per l’epidemia, la giunta di Rio ha adottato una delibera con la quale si chiede allo stesso professionista incaricato per la redazione del piano urbanistico, di fare uno studio per le terme al Cavo. Non ci sarebbe niente di male, se non fosse che, com’è loro costume, pensano di avere la scienza infusa e nella loro autoreferenzialità, di non dovere spiegazioni a nessuno su ciò che fanno». È duro il giudizio che il gruppo consiliare Terra Nostra riserva alla giunta Corsini sulla questione delle terme.
«Scrivere una variante importante come questa, e chiedere che il progettista si esprima in soli quindici giorni, significa due cose: o pensare che chi amministrava prima si era immaginato un film che non esisteva, oppure sentirsi troppo furbi, e dopo che “alla zittina” hanno discusso con chi gli pareva dell’argomento, senza mai dare alcun cenno di questa discussione all’esterno, hanno già detto di scrivere ciò che vogliono sentirsi leggere – spiegano i consiglieri di opposizione – In un caso o nell’altro, non va bene. Hanno già individuato alcune aree nell’attuale strumento urbanistico, con le sole sigle di Prg, senza che nessuno ci possa capire nulla se non chi deve capire, ma noi staremo attenti anche guardando da vicino alle proprietà e ai terreni a cui si pensa. Non si può amministrare un comune senza coinvolgere le parti politiche, le associazioni, le categorie, che devono poter capire che cosa si vuol fare, come si vuol fare, con quali sinergie, con quali coinvolgimento degli operatori esistenti. È il momento di far valere la democrazia a Rio e di non far passare sotto silenzio scelte che un domani impegneranno il futuro nostro e quello dei nostri figli».
Secondo Terra Nostra queste opzioni, come quella di appaltare all’esterno la pubblica illuminazione per vent’anni ad un privato ad un costo fisso presunto di 268 mila euro annui, «non si possono far passare sopra la testa, ma vanno condivise con la gente e fatte in totale trasparenza, fin dal momento iniziale». —
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