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Percorsi pedonali, ztl e ciclabili: ecco il sogno di Elba 2020 Team
L’ambientalista Paolo Gasparri ha elaborato una mappa interattiva e navigabile con la quale si ridefinisce completamente la mobilità della città medicea
PORTOFERRAIO. «Cinquecento anni fa un grande toscano, alla cui ombra ci leviamo oggi, fondò Portoferraio. Questa fondazione venne come un grande faro di speranza per quegli elbani che erano stati bruciati sul fuoco dell’avida ingiustizia. Ma cinquecento anni dopo, l’abitante della città medicea ancora non è libero di camminare e di pedalare; cinquecento anni dopo, la sua vita è ancora purtroppo paralizzata dalla segregazione imposta dal transito e dal parcheggio dei veicoli». Così Paolo Gasparri, ambientalista e fondatore dell’associazione Elba 2020 Team, inizia il suo intervento intitolato “I have a dream”, nel quale viene parafrasato in chiave portoferraiese e ambientale, il celebre discorso di Martin Luther King. Un intervento che, come si può consultare sulla pagina web http://www.elba2020team.org, si concretizza in una mappa navigabile e interattiva della città migliorata con interventi di mobilità sostenibile.
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«Io ho davanti a me un sogno – scrive Gasparri – che un giorno dal Ponticello in poi coloro che un tempo furono schiavi delle auto, percorreranno nel segno della fratellanza marciapiedi e percorsi ciclabili protetti per sedere insieme nelle libere panchine del giardinetto ombroso della fratellanza tra il Duomo e il municipio. Un giorno perfino da Carpani e San Giovanni si potrà raggiungere a piedi e in bicicletta il Ponticello della città medicea che libera dall’arroganza dell’oppressione delle auto si trasformerà in una zona a traffico limitato, oasi di libertà e giustizia, attrattore del bello e del vivere bene e quindi anche di ricchezze».
L’anima del sogno dell’ambientalista portoferraiese consiste nella realizzazione di un percorso pedonale protetto dal Ponticello che per la Calata entrerà dalla Porta a Mare nella piazza della città murata e per via Garibaldi e per Salita Napoleone arriverà alla Villa dei Mulini. In pratica si tratterebbe di realizzare tre Ztl: bassa, centrale e alta, una dentro l’altra ciascuna con accesso limitato ai rispettivi portatori d’interesse.
«Nella Ztl bassa – scrive Gasparri – una corsia protetta e separata percorrerà la Calata a senso unico per entrare in piazza Cavour dal Fornice di destra, percorrerà la piazza in un corridoio protetto per arrivare direttamente in via Guerrazzi e uscire da via Senno. Nella Ztl centrale, passato l’arco del Mercato Vecchio e il Duomo, un corridoio protetto in piazza della Repubblica porterà in via Roma, via Elbano Gasperi, via Camerini, via Bisdomini, via Gori per poi uscire in via Guerrazzi. Nella Ztl alta da via Madama Letizia (ex Ferrandini) si arriverà ai Mulini e al Teatro, e percorrendo via del Carmine si uscirà poi dal Tunnel sopra via Guerrazzi. In questo modo saremo in grado avviare servizi per ricevere la spesa a domicilio, per accompagnare le persone con piccoli veicoli elettrici ai parcheggi fuoriporta che saranno integrati da nuovi parcheggi multipiano».
L’obiettivo è quello di rendere la città, e in particolare il centro storico, libera dal caos provocato da una mobilità disordinata. «La mappa navigabile evidenzia su livelli separati il il percorso pedonale protetto dal Ponticello ai Mulini che occupa parte della corsia interna della Calata, e l’area pedonale centrale che comprende metà piazza Cavour, metà di piazza della Repubblica e via dell’Amore; il percorso ciclabile nella corsia interna della Calata; percorsi veicolari nelle tre Ztl per ottimizzare la lunghezza del percorso con tre circuiti con senso unico e verso antiorario che comprende anche corridoi protetti sulla corsia esterna della Calata, su piazza Cavour e della Repubblica; segnaletica e punti di interesse. Si può fare e subito».
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