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Ferrari: «I sindaci non possono essere scavalcati»
PIOMBINO
I sindaci non possono essere scavalcati. Lo dice il sindaco di Piombino Francesco Ferrari a proposito del centro di riabilitazione di Campiglia che «continua a lasciare sgomento un intero territorio. Alla decisione piovuta dall’alto con cui dal giorno alla notte l’Asl decise di destinare la struttura alla riabilitazione dei pazienti guariti dal coronavirus, ne è seguita un’altra (stavolta presa dalla notte al giorno): dedicare la struttura anche ai malati Covid. E tutto questo senza il minimo coinvolgimento dei sindaci del territorio: sia ben chiaro, non parlo di me o almeno non solo di me. Certo, una telefonata al sindaco di Piombino non sarebbe stata blasfemia: in fondo è su Piombino che insiste il più vicino e il più competente ospedale, il cui personale sanitario del reparto di Pneumologia avrebbe certamente potuto dare un importante contributo, invece di scomodare il figlio prediletto (rectius, ospedale di Cecina). La prima telefonata però l’avrebbe meritata il sindaco di Campiglia Alberta Ticciati, anch’ella ignorata, direttamente competente in quanto comune su cui insiste la struttura che invece ha appreso il fatto compiuto. E invece il buio».
«Non entro nel merito sull’opportunità di destinare una struttura ai positivi al coronavirus - aggiunge Ferrari - però non è accettabile che i cittadini e le istituzioni apprendano di scelte che riguardano la salute collettiva a cose fatte. I sindaci non sono figure inutili e spesso scomode, tutt’altro: rappresentano il presidio sul territorio e sono chiamati a difendere e tutelare i cittadini. Le istituzioni non possono essere scavalcate, soprattutto quando si tratta di prendere decisioni che potrebbero incidere sulla salute collettiva». —
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