Il Tirreno

de rosas (PD) 

«Si permetta a tutti di riaprire in sicurezza e con semplicità»

«Si permetta a tutti di riaprire in sicurezza e con semplicità»

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piombino

«Si permetta a tutti di riaprire, in sicurezza e con semplicità». Lo chiede Simone De Rosas, segretario della Federazione Pd. «Sono passati 67 giorni dal lockdown imposto con il Dpcm del nove marzo - scrive De Rosas - 67 lunghe mattine e pomeriggi di pensieri, di paure. Abbiamo imparato parole nuove, come lockdown o congiunti. Abbiamo ascoltato annunci, promesse, rassicurazioni. Ritardi. Scoperto che l’Italia è il Paese della burocrazia che riesce a frenare una nazione intera, perfino durante una pandemia. Che le banche, che pensavamo potessero giocare un ruolo cruciale, hanno quasi tutte deciso di restare in panchina. Col trascorrere dei giorni, dei Dpcm e delle ordinanze, le ansie per il virus, che c’è e colpisce ancora, hanno lasciato spazio a molti dubbi sul futuro. Le imprese si sono fatte forza, spesso in solitudine. Hanno usato i social, come mai prima d’ora. Continuato a investire. Iniziato con le consegne a domicilio, con il take away. I cittadini hanno gradualmente ricominciato a uscire, a usare le mascherine anche per parlare con i cari, il gel per le mani, i guanti monouso. Ci siamo tutti abituati, con fatica, a un nuovo stile di vita. Di distanza fisica. Di protezione, per noi e per gli altri. Un nuovo modo di relazionarci che dovrà restare, anche dopo la fine della chiusura forzata delle attività. Fino a una cura o a un vaccino». «In Toscana lo abbiamo fatto bene - prosegue De Rosas - con disciplina, e abbiamo drasticamente ridotto la diffusione del virus. Prima e meglio di altre regioni. Sono ormai pochi i casi che vengono rilevati ogni giorno. Una media di 30 su quasi quattro milioni di persone. Per questo la linea della Toscana è stata avallata dal Governo e condivisa dal Lazio e dall’Emilia Romagna. Aperture differenziate guardando i dati sui contagi. Il 18 maggio, invece che il primo giugno. Sembra poco per chi non alza la saracinesca, per molti invece significa tutto. Riaprire o chiudere definitivamente. A questo giusto proposito, a questa facoltà assegnata a ogni singola attività e che oggi sembra ancora allontanarsi dietro le parole “aperture progressive”, però, non sono seguite indicazioni precise, date e protocolli chiari e di semplice applicazione, come invece hanno già fatto altre Regioni. Dopo la chiusura forzata, l’indecisione, l’insicurezza. Nulla di più dannoso. Quelle regole servono anche a noi, sono urgenti. A ciascuno deve arrivare il messaggio che può tornare al proprio lavoro. Al proprio bar, ristorante, negozio. Alle attività ricettive e a tutto il settore dei servizi legati al turismo. Sapendo esattamente ciò che dovrà fare per tenere al sicuro chi lavora e i clienti. L’assistenza, seppure importante, non basta, ora serve la ripartenza. Nel frattempo dovrà continuare il lavoro di screening della popolazione toscana. Di massa. Attraverso i test sierologici, i cosiddetti pungidito. Almeno per chi lavora. Soprattutto al pubblico».

«Il Pd dell’Elba - conclude De Rosas - ha proposto l’assegnazione di un “bollino di garanzia” alle aziende che monitoreranno costantemente i propri dipendenti e che si atterranno a tutte le disposizioni contro la diffusione del Covid. Bene, è la strada giusta. Ma non si può più attendere. Le imprese hanno bisogno di ripartire, in sicurezza e con semplicità». —

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