Il Tirreno

Il sindaco di Portoferraio Angelo Zini 

«È solo un primo passo, non dividiamoci di nuovo»

Antonella Danesi
«È solo un primo passo, non dividiamoci di nuovo»

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PORTOFERRAIO

Il protocollo sottoscritto da sindaci elbani ed associazioni di categoria è una tappa importante, ma il percorso è ancora in fieri e gli intenti non sempre convergenti. Il sindaco di Portoferraio Angelo Zini, pur soddisfatto dei risultati ottenuti, fa alcune considerazioni sul lavoro ancora da svolgere, «restando con i piedi per terra». «Questo – dice Zini – è un documento unitario di intenti rispetto ad una serie di valutazioni congiunte sulla situazione di emergenza sanitaria ed economica conseguente al Covid -19. Al di là dei distinguo è positivo che dopo tanto tempo si sia tornati tutti attorno ad un tavolo e che tutti abbiamo firmato».

I Comuni hanno preso impegni nei confronti del mondo delle categorie economiche sui possibili provvedimenti da mettere in campo sul fronte della tassazione, anche alla luce dei provvedimenti che il governo emanerà, valutando le questioni legate all’utilizzo dei suoli pubblici e delle concessioni spiagge. Dall’altra parte si valuta una nuova prospettiva per il futuro del turismo elbano. «La mazzata Covid che ci è piovuta addosso – considera Zini – potrebbe anche darci un input positivo a rivedere insieme alcuni schemi che valuteremo nei tavoli permanenti dell’Otd». Ma restano alcune questioni controverse su cui ancora non si trova l’unità, come quella dei controlli sanitari che alcuni vogliono al porto di Piombino. «Una parte dei sindaci, me compreso, così come parte delle associazioni – informa Zini – non è d’accordo sull’istituzione di presìdi stabili e sulle chiusure dei porti. Prenderemo indicazione dall’evoluzione che ci sarà rispetto agli spostamenti, nel momento in cui si riaprirà la possibilità di spostarsi da regione a regione su tutto il territorio». Secondo Zini il messaggio da dare è la sicurezza del luogo per la vacanza sicura, con il monitoraggio e la vigilanza che possiamo fare noi verso gli altri. «Garantire ad esempio – propone – che in tutte le strutture ricettive e le attività commerciali il personale al lavoro sia Covid free. È possibile fare controlli e test. Collaboriamo con la Asl e questo sistema lo possiamo costruire noi senza bisogno di provvedimenti o decreti». Si riparte quindi dal documento che, se dal punto di vista politico è un passaggio importante, lascia aperte alcune questioni. «Questo territorio deve diventare grande – puntualizza Zini – perché noi siamo pronti, siamo forti. Da una parte, però, ci sentiamo bistrattati e dall’altra riusciamo ad essere talmente presuntuosi da pensare che ogni volta si possa fare un modello sperimentale che vale per tutti. Salvo poi che non ce la facciamo mai a metterci d’accordo. Ogni tanto bisognerebbe tornare con i piedi per terra perché è inutile pensare di mandare sui tavoli del ministero i protocolli per fare dell’Elba un modello nazionale, se poi non ci mettiamo d’accordo sulle cose semplici». —

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