Il presidio
«Contesto delicato fondamentale è la chiarezza»
In scia al caso del Centro di riabilitazione ecco la proposta di un gruppo di cittadini
l’appello
La situazione paradossale che si sta vivendo presso la struttura di riabilitazione di Campiglia lascia aperti molti dubbi ed interrogativi non solo negli enti interessati ma anche nella cittadinanza. Dal nostro punto di vista, non essendo medici, non vogliamo addentrarci in giudizi improvvisati su protocolli e scelte dell’Asl, perché non conosciamo appunto la materia e non vogliamo fare una polemica fine a se stessa. Ci preme però sottolineare due aspetti: il diritto alla cura dei cittadini ed il rispetto per i lavoratori. Rispetto al primo punto riteniamo che tutti cittadini debbano avere l’opportunità di essere curati, sia coloro che sono risultati positivi al covid, sia coloro che necessitano dei servizi ordinari forniti dalla struttura di riabilitazione. Il secondo punto invece ci porta a porre l’attenzione sul rispetto e la sicurezza di quei lavoratori che si sono trovati, loro malgrado, a stravolgere la loro routine professionale. Questi professionisti sono diventati da un giorno all’altro degli instancabili eroi mascherati, costretti a lavorare ininterrottamente per turni di 8 ore, spesso senza riuscire a concedersi neanche una pausa. Ecco, secondo noi sta proprio qui il nocciolo del problema, ovvero in quella mancanza di visione e lungimiranza che spesso mancano nel nostro Paese: ci troviamo ogni volta ad affrontare le problematiche con approcci dell’ultimo minuto, quando ormai l’emergenza ci ha già travolti. E così ci piacerebbe ampliare il dibattito che in questi giorni sta interessando la struttura di Campiglia, lanciando un messaggio di solidarietà a tutti i malati, sia di covid che non, ma anche e soprattutto ai sanitari ed a tutti quei lavoratori nostri concittadini che si stanno sacrificando per far funzionare quella struttura nonostante magari il personale sia insufficiente, o l’organizzazione approssimativa. Invitiamo tutti gli attori interessati da questa vicenda a valutare di poter rimettere in discussione le proprie posizioni, cercando una mediazione che possa portare ad occuparsi delle due priorità al momento più delicate e bisognose di protezione: i malati e i lavoratori. Sapere dai media che il primo cittadino non fosse a conoscenza in buona parte di queste scelte ha trasmesso a noi cittadini un profondo senso di paura e agitazione. Riteniamo che in un contesto così delicato, al fine di evitare di poter minare la salute pubblica, la chiarezza sia fondamentale. Ringraziamo i nostri medici, infermieri e a tutti coloro che si stanno prodigando in questo periodo difficile, i vostri sforzi e lavoro saranno d’esempio per noi e ci guideranno nell’adottare comportamenti rispettosi e consapevoli.
Un gruppo di cittadini
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