Il presidio
Il sindaco Papi si arrabbia per i rifiuti abbandonati
Il primo cittadino interviene pubblicamente dopo l’ennesimo caso di ingombranti seminati in vari punti del paese
PORTO AZZURRO
Rabbia, tristezza e sdegno. Un cocktail di emozioni provate dal primo cittadino di Porto Azzurro, Maurizio Papi, mentre si ferma a guardare il cassone di un furgoncino stracolmo di ingombranti, al suo rientro da una spedizione condotta nei punti più impensabili del paese e delle sue frazioni dove si è recato a raccogliere inerti abbandonati alla rinfusa. Il sindaco ha voluto esternare il suo risentimento sulla pagina Fb dell’ente, pubblicando anche la foto. Si vedono un wc, scaldabagni, lavandini e altro tipo di materiale proveniente da appartamenti che sono stati ammodernati. Ma i proprietari, anziché disfarsi di questo cumulo d’immondizia nei centri attrezzati, hanno preferito abbandonarli lungo le strade o nei luoghi più impensati. «Così avviene in modo sistematico da qualche tempo – dice il sindaco Papi – Commentare le immagini che pubblichiamo e definire questi “signori” mi è impossibile, anche perché la rabbia che provo dentro è troppo grande». E il sindaco ricorda che il centro di raccolta di rifiuti ingombranti è raggiungibile tutti i lunedì, mercoledì e sabato e il conferimento è gratuito. «Non chiedo la luna – aggiunge - Ma semplicemente di portarli al centro di raccolta come un minimo di senso civico e di educazione dovrebbe imporre, facendo magari 100 metri in più di strada rispetto al punto di abbandono selvaggio». E questa volta non ci sono scuse, incolpando per simili comportamenti gli ospiti stagionali. «Forse – aggiunge Papi – i responsabili sono proprio coloro che hanno la bocca larga sempre inclini a critiche e infamie. O forse sono coloro che richiedono alla pubblica amministrazione dedizione, lungimiranza e impegno per la promozione turistica e del territorio».
Già, proprio sul tema della raccolta dei rifiuti su cui la giunta Papi ha molto investito in fatto di modernizzazione del servizio. «Rivolgo – aggiunge – un appello ancora più pressante in questo periodo in cui dovrebbe esserci uno sforzo massimo da parte di tutti. Certi comportamenti sono dannosi per la nostra immagine, come la presenza del coronavirus». —
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