Il Tirreno

Fotovoltaico in Bocca di Cornia Il Comune dice no

«Due nuovi progetti presentanti   che non cambiano la nostra contrarietà» 

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il progetto

«La società SVP Energy 1 ha presentato di nuovo il suo progetto di impianto fotovoltaico in Bocca di Cornia, ritirato dopo la ferma opposizione del Comune, che aveva elaborato osservazioni per le criticità nel suo impatto ambientale e in relazione al fatto che tale gigantesco impianto avrebbe aggredito un’area agricola di pregio, adesso è stato riproposto dall’azienda sommandosi a una nuova proposta arrivata da una seconda azienda. La nostra opinione non è cambiata: non siamo contro lo sviluppo delle energie rinnovabili ma non vogliamo sacrificare il paesaggio e la vocazione agricola del territorio in favore di business che lo danneggerebbero». Così il sindaco Francesco Ferrari e Carla Bezzini, assessore all’ambiente, ribadiscono la contrarietà del Comune alla costruzione dell’impianto nell’area di Bocca di Cornia.

«Piombino ha pagato un prezzo altissimo, negli anni, in tema di impatto paesaggistico – continuano sindaco e assessore –: non possiamo più permetterci che il nostro territorio sia ancora stuprato. Per questo ci batteremo, oltre le nostre prerogative, per impedire che anche questo progetto si possa realizzare: da domani, saremo in Regione Toscana, cui spetta la decisione finale, per far valere le nostre ragioni. Non ci fermerà certo il fatto che la nostra posizione ci permetta solo di esprimere un parere tecnico: è il Comune di Piombino che deve potere decidere del destino del proprio territorio. Vogliamo incidere su scelte come questa, che hanno una pesante ricaduta locale, perché non possiamo più permetterci di pagare le conseguenze di scelte non nostre. La Regione, che è l’unico Ente titolato a decidere, dovrà ascoltare il territorio».

Accanto al parere negativo del Comune si erano espressi negativamente Soprintendenza e la Confederazione italiana agricoltori di Piombino. I due progetti, che prevedono le infrastrutture elettriche per la connessione dell’impianto alla rete nazionale, andrebbe ad occupare quasi 80 ettari di superficie di pannelli fotovoltaici in silicio monocristallino montati su strutture fisse di supporto metalliche infisse nel terreno. «Si tratta di una superficie vastissima di pannelli fotovoltaici, visibili da ogni angolazione e all’ingresso della città, che andrebbero a sommarsi all’impatto negativo che l’impianto di Rimateria già garantisce: un pessimo biglietto da visita per una città che cerca di trovare una nuova chiave di sviluppo grazie al turismo. Per non parlare dell’attività agricola e delle potenzialità di sviluppo diversificato ad essa connesse, nonché della tutela del paesaggio che sarebbe irrimediabilmente danneggiato da un simile impianto. Piombino già deve fare i conti con ampie aree dismesse da recuperare, con un territorio in forte sofferenza e una tale distesa di pannelli fotovoltaici costituirebbe un’aggressione ingiustificata. Ancora una volta ci troviamo a fare i conti con le scelte sciagurate che ci hanno preceduti. Nei prossimi giorni incontreremo l’azienda per parlare del progetto, il Comune metterà in campo ogni strumento per fermare questa sconsiderata occupazione di suolo e garantire uno sviluppo diversificato e sostenibile». —

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di Redazione web