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Il gestore: «Un dovere fare la propria parte in questa emergenza»
campiglia
Non sono ancora arrivati i primi pazienti nel residence La Cuccumella, che tramite una convenzione con l’Asl sarà temporaneamente e in via d’urgenza utilizzato come albergo sanitario per ospitare soggetti in isolamento, in quarantena o dimessi dall’ospedale impossibilitati a rientrare al proprio domicilio. A gestirlo è la ditta Italia Inn di Giuseppe Simone, che da anni lavora nel settore ricettivo e a cui va riconosciuto il coraggio di una scelta che non tutti avrebbero fatto.
«Ritengo sia un dovere civico fare ognuno la sua parte, per quel che si può e nel proprio piccolo, in questa situazione emergenziale – dice al Tirreno Simone –. Altrimenti si rimane nell’ipocrisia degli applausi e di chiamare eroi medici, infermieri, o di esibire la bandiera con scritto “Andràtuttobene”. Dinanzi a una necessità mi è stato chiesto se potevo dare una mano e, dopo essermi accertato con le amministrazioni locali dell’assenza di eventuali impedimenti, ho ritenuto giusto dare la disponibilità».
Col decreto 15 della giunta regionale (del 18 marzo) è stato disposto che le Asl individuassero strutture ricettive in cui garantire l’isolamento fiduciario. L’azienda sanitaria si occuperà della pulizia e della sanificazione (iniziale, quotidiana e a fine quarantena) degli 8 miniappartamenti della Cuccumella, della fornitura della biancheria e dei pasti dei pazienti ospitati, riconoscendo 30,90 euro al giorno per ogni appartamento. La convenzione, stipulata il 23 aprile, è valida 30 giorni con possibilità di proroga, per un massimo di 15 giorni. Impegna la Italia Inn a garantire presenza sul posto e vigilanza 24 ore su 24, sette giorni su sette. La struttura è stata ispezionata dall’Asl per verificarne l’idoneità ai criteri stabiliti dal decreto regionale e ai protocolli a tutela della salute pubblica.
Simone non teme il pregiudizio che, figlio della paura, potrebbe in futuro allontanare clienti. «Dipenderà dal grado di ignoranza delle persone – dice –. Potrebbe esserci a livello locale questo pregiudizio, la mia clientela viene da lontano e mi auguro che ci siano apertura mentale e meno ipocrisia, perché se ognuno continua a guardare al proprio orticello da cui tenere lontano certe situazioni, vivremo senza una visione di comunità e condivisione. Ci vuole maggiore senso civico, non a parole ma nei fatti». Al termine dell’eventuale soggiorno la struttura verrà sanificata e igienizzata dall’Asl seguendo i protocolli ministeriali e sarà perfettamente idonea a ricevere i futuri ospiti senza rischio alcuno. —
annalisa mastellone
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