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I sindaci si compattano a difesa della geotermia

g.p.
I sindaci si compattano a difesa della geotermia

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Al tavolo di crisi dell’indotto geotermico si sono nuovamente confrontate – in videoconferenza – le aziende della Rete Riag e i sindaci dei sette comuni dell’area geotermica tradizionale (province di Pisa, Siena, Grosseto esclusa Amiata).

I sindaci, riuniti in precedenza con il coodinatore Nicola Verruzzi, primo cittadino di Montieri, e coadiuvati da un esperto di problemi finanziari e dal presidente del Cosvig, hanno presentato alcune proposte operative. Sgombrato quindi il campo da eventuali dubbi o perplessità, i comuni in concreto si sono posti a fianco delle imprese dell’indotto.

L’azione dei comuni può far leva su un “fondo di rotazione” a disposizione dei sindaci e collocato presso il Cosvig, il consorzio di emanazione regionale la cui principale attività è l’assegnazione delle royalties Enel alle varie municipalità geotermiche in base ai progetti di opere pubbliche da realizzare. Il “fondo” ha una dotazione di circa 2,7 milioni di euro. Purché si tratti di imprese che al primo febbraio 2020 potevano vantare una situazione di bilancio regolare; sono automaticamente escluse le attività dell’indotto sul filo del fallimento. A questo punto i sindaci si sono convinti di bussare alla porta della Regione Toscana: «Anche lei – è stato osservato – ottiene vantaggi dalle royalties e dunque può dare un contributo alle imprese del settore geotermico in difficoltà”. Quindi il messaggio è stato subito inviato a Firenze e una risposta positiva potrebbe corroborare i comuni in un ulteriore passo verso l’indotto: la riduzione dei tassi di interesse e delle spese di istruttoria dei prestiti. Alla fine dell’incontro i rappresentanti della Riag (il presidente Giannoni e i componenti del direttivo della Rete) hanno espresso un cauto giudizio positivo.

In un contesto di attività per una ripresa rapida si inserisce anche l’adesione di molti sindaci, tra cui il primo cittadino di Monteverdi Francesco Govi, alla proposta dell’Anci Toscana per una deroga al codice degli appalti e l’innalzamento da 40 a 100 mila euro della soglia sotto la quale i comuni possono procedere con affidamenti diretti per l’esecuzione di lavori pubblici locali.

g.p.



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