Meteo
L’appello ambientalista a Rossi e Ferrari
piombino
«Si tratta potenzialmente di un disastro ambientale, così come codificato dalla legge 68 del 2015». Lo sottolineano da Legambiente il presidente regionale Fausto Ferruzza, il responsabile Mare Umberto Mazzantini e il presidente della Val di Cornia Adriano Bruschi nella lettera inviata al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e al sindaco di Piombino Francesco Ferrari.
Ricordano la lettera che il 4 marzo Rossi ha inviato al capo della Protezione civile Angelo Borrelli «nella quale ha giustamente chiesto “lo stato di emergenza di rilievo nazionale, ai sensi dell’articolo 24 del D.Lgs. n.1/2018”. Lettera nella quale ha condiviso l’opportunità che a essere individuato quale commissario straordinario per l’emergenza fosse il contrammiraglio Aurelio Caligiore». E ancora la missiva che Ferrari il 2 aprile ha inviato al capo della Protezione civile e al Prefetto di Livorno Gianfranco Tomao «per sollecitare un intervento urgente volto a recuperare il carico e per chiedere la continuità operativa dell’ufficio a suo tempo deputato allo scopo. Un intervento forte, che segue il suo appello al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte alla fine di febbraio, su mandato dell’intero consiglio comunale».
I vertici di Legambiente a partire da quelle che valutano «lodevoli iniziative istituzionali», ricordano che «dall’Autorità garante della concorrenza non ci risultano decisioni atte a chiudere il procedimento su Caligiore, né, tanto meno, ci pervengono notizie di provvedimenti che rimettano in moto il lavoro di ricerca e recupero delle ecoballe disperse». E convinti dell’urgente necessità di un commissario operativo, dotato di delega piena, e preoccupati per una stagione balneare già severamente messa a rischio dalla pandemia chiedono al presidente Rossi e al sindaco di Piombino: «Se hanno poi ricevuto risposte alle loro lettere. Se risulta loro siano stati presi provvedimenti da parte delle autorità interpellate, in particolare dal governo e se, in ogni caso, non ritengano di dover intraprendere nuove iniziative istituzionali volte a risolvere questo spiacevole intrigo burocratico». —
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