Il Tirreno

l’emergenza coronavirus 

I piombinesi passano il test dei primi giorni di “libertà”

(CLOZ)
Passeggio in viale Amendola (foto Pabar)
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Passeggio in viale Amendola (foto Pabar)

Sanzionati solo tre automobilisti e tre negozianti (due di alimentari).  Flash mob di parrucchieri, estetisti, titolari di palestre: «Fateci aprire»

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PIOMBINO

Niente assalto alle spiagge, nessuna frenesia particolare nei primi due giorni in cui i piombinesi hanno riassaporato una seppur parziale libertà di movimento in virtù dell’ordinanza del presidente della Regione Enrico Rossi.

Tanta gente in giro, specie il Primo maggio, ma in modo piuttosto ordinato, tutti o quasi con le mascherine, molti in bicicletta, coppie finalmente autorizzate a fare una passeggiata tenendosi per mano, famiglie in bici con i bimbi.

Naturalmente si è creato qualche piccolo gruppo, specie nei luoghi simbolo della città, piazza Bovio, viale Amendola, lungomare Marconi, piazzale di Calamoresca, ma tendenzialmente sono state rispettate le norme sulle distanze e sull’obbligo della mascherina. Così la prova generale di quello che sarà da domani e poi progressivamente nelle aperture delle varie attività da qui al primo giugno, tutto sommato è andata bene.

Le forze dell’ordine hanno effettuato controlli ma non hanno rilevato comportamenti difformi alle previsioni contenute nell’ordinanza regionale e in quella del sindaco Francesco Ferrari. Insomma nel primo test la gente sembra aver compreso quali sono i comportamenti da tenere per il bene comune.

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Così ad esempio nei controlli fatti dai carabinieri, 72 solo nella giornata del Primo maggio, sono stati sanzionati tre piombinesi, ma per il fatto che sono stati fermati a bordo della loro auto verificando che non avevano ragioni valide per circolare secondo quanto è previsto dall’autocertificazione per gli spostamenti, ossia motivi di lavoro, salute o necessità.

Tutto regolare sui controlli antiassembramenti anche secondo i vigili urbani che però hanno sanzionato due negozi di alimentari (aperti mentre avrebbero potuto solo fare consegna a domicilio) e una cartoleria.

Ieri mattina poi, uniti dallo slogan “Fateci riaprire”, parrucchieri, estetisti, tatuatori e titolari di centri yoga e palestre hanno organizzato un flash mob davanti ai propri negozi.

«Siamo vicini – dichiarano il sindaco Francesco Ferrari e Sabrina Nigro, assessore alle Attività produttive – a tutte le categorie di lavoratori che stanno subendo le conseguenze di questo periodo di crisi sanitaria ed economica. La tutela della salute collettiva è certamente il tema prioritario e la prima garanzia che tutte le istituzioni devono assicurare ai cittadini, però è altrettanto importante garantire la sopravvivenza delle attività commerciali e delle imprese».

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Per Ferrari e Nigro, dunque, «se non possono riaprire perché impossibile mantenere il distanziamento sociale, il Governo deve garantire loro la sussistenza: dietro a quelle saracinesche abbassate ci sono famiglie che vivono di quella attività, c’è sacrificio, ore di lavoro, fatica, ci sono i sogni di chi ha investito tutte le proprie energie in quell’attività. Se non si può permettere loro di riaprire, gli deve essere garantito il supporto economico necessario a superare il momento di crisi e a riaprire quelle saracinesche quando questo terribile momento sarà finito. Nel nostro ruolo istituzionale – concludono il sindaco e l’assessore alle Attività produttive – faremo tutto il possibile affinché le voci di tutti i lavoratori siano ascoltate e il loro futuro protetto». (CLOZ)


 

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