Gambini scalda i muscoli «La montagna è la mia vita»
“Il camminatore montano” di Pomonte, come è stato battezzato dagli amici, pronto a tornare tutti i giorni sul Capanne. «Nell’attesa ho scoperto tante cose»
pomonte
Meno di 48 ore dall’ora in cui sarà di nuovo possibile effettuare passeggiate ed escursioni sul territorio. Alessio Gambini, amante del trekking e profondo conoscitore della montagna del Capanne, detto “il camminatore montano” morde il freno e non vede l’ora di ritornare lassù tra i picchi del Capanne, dove arrivano soltanto le capre e i mufloni. Il conto alla rovescia, ora che siamo a maggio, è iniziato. «Tutto questo periodo durante il quale sono rimasto a casa – confessa al nostro giornale – è stato davvero molto difficile per uno come me che era solito svegliarsi alle cinque del mattino, calzare gli scarponi e gli indumenti da montagna e andare su, in vetta. Lo ammetto: è stato un periodo davvero molto duro. Difficile anche perché non si è trattato solo di camminare, ma di non poter andare a trovare i parenti. Io risiedo a Pomonte, però ho familiari a Sant’Andrea e a Marciana Marina, dove abita mio fratello. Non ci vediamo almeno da due mesi. Ora piano piano si entrerà nella normalità. Il sacrificio che abbiamo fatto è servito nel contenere la diffusione del virus. È il lato più positivo della vicenda: la salute al primo posto».
Ma come si è organizzato Alessio a trascorrere le sue giornate lui che ha nel cuore la montagna più alta dell’isola e le sue camminate sono diventate parte della sua vita, una necessità, un nutrimento dell’animo? «Mi sono dedicato – riprende – al frutteto, al giardino. Poi ho fatto la bellissima riscoperta di tornare a leggere libri». Inoltre c’è stato una specie di richiamo alle vecchie tradizioni di famiglia. «Mio nonno – ci dice – faceva il fornaio. Così ho cercato di preparare in casa il pane. Ho cominciato a farlo. Devo ammettere che la prima volta i tentativi sono stati poco esaltanti. Poi, a poco a poco, ho cominciato a mettere a puntino la tecnica è i miei prodotti sono stati apprezzati e mangiabili». Ma due mesi sono davvero lunghi da passare, soprattutto a Pomonte e per di più d’inverno restando a casa o nei suoi ristretti paraggi. Sicché si è imbattuto nelle frequenze di Radio Toscana, al punto da avere una sua rubrica ogni martedì tutta sua da gestire nei modi che riteneva più opportuni. Alessio però non ha dimenticato l’aspetto della solidarietà e di aiutare soprattutto le persone con problemi di salute e difficoltà motorie. Con Stix, dell’“Edicola Elbana show”, si collega giornalmente in chat con Maurizio, il bambino di Rio Elba che recentemente ha partecipato ai campionati europei di joelette e che grazie a una raccolta di fondi potrà disporre di una carrozzina speciale per i suoi spostamenti. Con lui s’intrattiene confidenzialmente per regalargli un’oretta di serenità e di condivisione. Fuori dalla finestra il Capanne, il massiccio di granito che sovrasta Pomonte, è lì a lanciargli il richiamo. Gigante di pietra. «Confesso – conclude – di aver perso l’allenamento. Non ho più la resistenza che avevo prima che scoppiasse la pandemia. Però, ora che è prossima la”libera uscita” ho ripreso a fare gli esercizi fisici, un po’ di corsa in giardino e poi salire e scendere di continuo le scale per irrobustire i muscoli delle gambe. Mi manca il silenzio così profondo del Capanne; respirare quell’aria e il panorama, specie nelle giornate chiare. Spingere lo sguardo oltre l’orizzonte». —
Luigi cignoni
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
