Il Tirreno

«Farmaci scaduti allo sportello dell’ospedale»

La segnalazione arrivata al Tirreno da un paziente oncologico 

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PIOMBINO

Un lettore - di cui non pubblichiamo il nome per evidenti motivi di privacy - segnala un grave disservizio di cui afferma di essere stato vittima alla farmacia di Villamarina.

«Sono ammalato di melanoma e, dopo varie cure, purtroppo ho bisogno di fare la chemioterapia. Il mio oncologo - spiega - mi ha prescritto un medicinale che sono andato a ritirare alla farmacia dell’ospedale».

«La farmacia di Villamarina ieri, giorno in cui avrei dovuto iniziare la cura, aveva il medicinale scaduto», prosegue il cittadino definendo inaudito il fatto che «nel 2020 un ospedale degno di tale nome abbia un medicinale non più idoneo in magazzino, senza possedere un sistema banale di software che avvisi dell’avvicinarsi della scadenza per ordinarne un altro. Bene, anzi male. Mi hanno detto di tornare il giorno successivo ché il medicinale sarebbe arrivato entro le 10».

Al momento del ritiro, però, il farmaco non c’era e gli operatori non hanno saputo dire quando avrebbe potuto arrivare.

«Posso farmi arrivare qualsiasi merce da Singapore in meno di 24 ore con un corriere ma non un medicinale che potrebbe – a Dio piacendo – salvarmi la vita da un deposito a pochi chilometri di distanza», commenta l’uomo che riferisce di personale scortese che non avrebbe messo l’impegno necessario ad ovviare a questa mancanza «che - prosegue - non riesco a definire grave ma come minimo anomala».

«Non mi attendo né risposte né certezze. Vorrei solo - chiude il lettore - poter curarmi anche nella mia città senza dover spostarmi continuamente a Pisa o altrove per trovare competenze, gentilezza e cure. Ma, in fin dei conti, è solo una misera scatolina di compresse…no»? —



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