Il presidio
Danni dei cinghiali Il Parco potenzia trappole e punti sparo
PORTOFERRAIO
Il Parco nazionale fa la sua parte nel controllo nel contenere la proliferazione di ungulati sul territorio insulare e soprattutto in quello marcianese. Sul territorio del Comune di Marciana sono posizionate attualmente 24 trappole (0,65 trappole per 2 km di area protetta) densità superiore alla media degli altri Comuni. Sono presenti 36 punti sparo sui quali si effettua una media di 430 uscite per anno da parte di circa 70 selecontrollori abilitati (344 solo nei primi 3 mesi del 2020 grazie all’incremento del numero degli operatori). È quanto si legge nel comunicato dell’ente in risposta al sindaco Barbi che aveva lamentato danni di questi animali selvatici prodotti alle varie colture, dato che per il virus i controlli regionali erano stati sospesi. «Il parco nazionale – continua la nota - ha in corso da molti anni ormai interventi di controllo sulle due specie di ungulati (cinghiali e mufloni) su tutto il territorio di competenza. Detti interventi sono attività programmate che si svolgono prevalentemente mediante due tecniche: catture con trappole affidate ad un soggetto esterno appaltatore e abbattimenti in forma singola effettuati da selecontrollori iscritti all’albo dell’Ente Parco». Gli interventi si svolgono per quasi tutto l’anno. Ma per le trappole e per il loro posizionamento occorre ottenere l’autorizzazione del proprietario del fondo e la vicinanza a viabilità carrabile. Questi requisiti possono rendere le operazioni difficoltose. Detto questo però il parco informa che, nelle frazioni maggiormente colpite (Chiessi e Pomonte), interverrà incrementando il numero di punti sparo e posizionando trappole nelle aree più vicine alla viabilità, confidando nella collaborazione dei cittadini nei confronti di questo tipo di operazioni. —
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