Il presidio
«Bloccati per settimane, è la fine di molte attività»
piombino
La presidente provinciale Confcommercio Francesca Marcucci esprime la delusione delle imprese del territorio. «A noi imprenditori, che paghiamo ogni anno il 68,5% dei ricavi allo Stato, anziché un risarcimento a fondo perduto proporzionale al fatturato perso, così come accade in altri paesi europei, una moratoria sui finanziamenti di almeno 12 mesi, l’annullamento di tutte le tasse del 2020, è stato riconosciuto un assegno di 600 euro e l’unica possibilità di nuovi importanti debiti bancari senza alcuna reale agevolazione, perché le banche valutano il merito creditizio anche per i prestiti di 25mila euro, applicano interessi di mercato e richiedono la firma a garanzia dell’imprenditore, anche laddove garantisce lo Stato». Cura Italia, Decreto Liquidità e Fase 2 per Marcucci sono deludenti. «Fare joggin all’aria aperta è sembrato più urgente da dettagliare che non il lavoro di tanti piccoli imprenditori, del loro indotto, dei loro occupati. Le nostre attività resteranno bloccate per ancora molte settimane. Rimandare al 18 maggio e oltre il primo di giugno la riapertura del mondo del commercio e del turismo, significa decretarne la crisi irreversibile e per moltissime attività la fine immediata, con la conseguente enorme perdita di posti di lavoro». «Serve un cospicuo sostegno alle imprese - conclude - , disposizioni precise sulle nuove modalità con cui dovranno operare». —
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