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La storia del sommergibile U-859
PIOMBINO. Il sommergibile che affondò il Piombino I era l'U-859, del tipo IX D2 di grande tonnellaggio. Il battello, agli ordini del ventottenne tenente di vascello Johan Jebsen, era partito l'8 aprile 1944 da Marvika, presso kristiansand, nella Norvegia occupata dai nazisti, dove aveva imbarcato 31 tonnellate di mercurio in contenitori metallici, destinati all'industria bellica giapponese. Nonostante la delicatezza della missione, la notte sul 26 aprile 1944 il giovane comandante non resistette alla tentazione di attaccare la nave "piombinese", sorpresa sola e in difficoltà in pieno Atlantico. L'U-859 proseguì verso il Giappone, doppiando il capo di Buona Speranza ed entrando nell'Oceano Indiano. Affondò altre due navi isolate. Giunto il 23 settembre nello stretto di Malacca, nei pressi del porto malese di Penang, il battello tedesco, dopo 169 giorni di navigazione, fu silurato dal sommergibile inglese HMS Trenchard. Dei 67 uomini dell'equipaggio, solo 20 furono i sopravvissuti. Tra i morti, il comandante Jebsen. Nel 1972 una società specializzata ritrovò il relitto e iniziò il recupero dei contenitori di mercurio. Il governo della Germania Ovest ne reclamò la proprietà ma il tribunale di Singapore diede torto ai tedeschi.
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