Il Tirreno

l’emergenza coronavirus 

L’Asl va avanti, rimangono i 12 posti per pazienti Covid

Valeria Parrini
L’Asl va avanti, rimangono i 12 posti per pazienti Covid

Ieri nella videoconferenza con i sindacati l’azienda ha confermato il piano Adesso nel centro di Campiglia ci sono ospitate 11 persone negativizzate

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CAMPIGLIA

L’Asl va avanti come se niente fosse. Come se tutti i sindaci delle Valli Etrusche, le organizzazioni sindacali compatte, maggioranze e opposizioni, non avessero espresso la loro netta contrarietà all’arrivo di 12 pazienti Covid nel centro di riabilitazione di Campiglia.

Nella videoconferenza di ieri con Cgil, Cisl, Uil, Fials e la Rsu, - a cui il sindaco Alberta Ticciati non è stata invitata - l’azienda non ha spostato di un millimetro la sua posizione. E cioè, due moduli da 12 posti-letto ciascuno: uno per pazienti negativizzati (con doppio tampone negativo), 11 dei quali già inseriti. L’altro per malati Covid che in caso di necessità dovrebbero arrivare dagli ospedali di Livorno e Pontedera.

Un dialogo tra sordi. Da un lato il no motivato da diverse considerazioni. Dall’altro, la direzione, presente tra gli altri con la responsabile della Riabilitazione dell’Asl Toscana nord ovest, dottoressa Cristina Laddaga, che continua a ritenere l’operazione sicura da tutti i punti di vista e contemporaneamente una buona opportunità, non meglio chiarita, per il futuro della struttura campigliese.

Nel frattempo, nessun impegno sul fronte delle assunzioni di almeno 5 infermieri, necessari a garantire l’assoluta autonomia dei due moduli senza promiscuità di personale.

«La disponibilità ad aumentare l’organico infermieristico viene subordinata al taglio di altrettante Oss. E questo è inaccettabile», commenta Paolo Camelli (Uil Funzione pubblica).

Per i sindacati, chi è assegnato ad un reparto, non deve lavorare nell’altro. E per garantire che non ci siano interferenze tra i due moduli, dislocati in piani diversi, e osservare il rispetto dei protocolli in fatto di pause e cambio dei dispositivi di protezione ogni 4 ore, occorrono quei 5 infermieri. Non ancora fornite neanche le turnazioni anche se su questo un impegno è stato preso.

Le contestazioni si basano anche su un dato oggettivo: quando il progetto è stato formulato, la situazione era più critica mentre adesso la morsa sembra essersi allentata. Giovedì, nelle Terapie intensive dell’Asl risultavano 44 pazienti.

«Statisticamente - afferma Camelli - è ipotizzabile che siano una decina i malati che necessiteranno della riabilitazione. Una parte si rivolgerà alla struttura di Barga, che copre le necessità della parte nord dell’azienda. Per la parte sud, destinazione Campiglia. Quindi è da chiedersi che senso abbia aver allestito 24 posti con costi importanti in termini di adeguamento, attrezzature e personale, quando la soluzione poteva essere trovata facilmente all’interno degli ospedali di Livorno e Pontedera, anche con maggiore sicurezza per i malati in caso insorgessero complicanze». —

Valeria Parrini

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