Il presidio
Buoni alimentari del Governo, arrivate in Comune 833 domande
Dopo l’esame delle richieste, i ticket saranno consegnati a domicilio L’assessore Bezzini respinge le accuse: «Abbiamo rispettato le ordinanze»
PIOMBINO
Concluso il secondo avviso pubblico per la distribuzione delle risorse stanziate dal Governo per la solidarietà alimentare. Le domande sono state 833. In Comune le stanno verificando e nei prossimi giorni inizierà la consegna grazie alle associazioni della Protezione civile.
Stavolta in Comune hanno cambiato modalità. La consegna avverrà in maniera più consona e nel rispetto dei destinatari e del distanziamento. I buoni, infatti, saranno consegnati a domicilio.
«Erano rimaste delle risorse - spiega Carla Bezzini, assessore alle Politiche sociali - e abbiamo deciso di impiegarle in un secondo bando, se ne rimarranno di ulteriori saranno dedicate nuovamente al contenimento delle criticità indotte dal Coronavirus. In molti chiedono di destinarle ad altre tipologie di sostegno come il pagamento di bollette o degli affitti ma il Governo, nello stanziarle, le ha vincolate all'acquisto di generi alimentari».
L’assessore ricorda le critiche ricevute «spesso a sproposito. Per quanto l'ordinanza invitasse ad adottare misure semplificate, alcuni passaggi amministrativi sono stati ineludibili, - dice - per cui si è reso necessario mettere in piedi una macchina complessa in tempi estremamente rapidi e con tutte le limitazioni dovute dalla collocazione dei dipendenti comunali in lavoro agile. Ciò ha richiesto un notevole sforzo degli uffici, che anche in questa occasione non manco di ringraziare. Così come ringrazio le associazioni che stanno dando un contributo determinante».
La difesa continua con l’accusa di «sciocchezze strumentali», rivolte a chi ha contestato l’azione del Comune: «L'ordinanza - prosegue Bezzini - assegnava ai Comuni 400 milioni per interventi di “solidarietà alimentare” “da effettuarsi il più velocemente possibile, in relazione all'emergenza sanitaria da Covid-19”. Visto il carattere di necessità e urgenza, l’ordinanza imponeva procedure semplificate sostenute solo da autocertificazioni. L'amministrazione si è attenuta a queste prescrizioni e ha recepito la modulistica fornita dall’Anci. Certe fantasiose affermazioni riguardo una distribuzione di meno risorse, con buoni più piccoli e ad un numero contenuto di persone, sono assolutamente prive di fondamento: abbiamo distribuito buoni spesa con un taglio da 50 euro ciascuno. La somma complessiva per ogni famiglia è stata commisurata al numero delle persone che compongono il nucleo familiare, come richiesto dall’ordinanza, e l’elasticità dei parametri ha permesso di accogliere tutte le motivate richieste».
Infine, sule modalità di erogazione, l’assessore ritiene che tutto si sia svolto in modo efficiente e senza significativi problemi, «fatta eccezione per quell'unico, circoscritto episodio, certamente condannabile, ma che deve essere riportato alla sua giusta dimensione: è stato strumentalizzato al punto da farlo apparire come la cifra distintiva di tutta l'operazione. Non è stato così, perché nelle altre cinque postazioni non si è verificato nessun inconveniente e le misure di sicurezza sono state rispettate. Anche la leggenda delle persone chiamate per nome deve essere smentita: i buoni erano numerati e anonimi». —
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