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Negozi nell’ex centrale Enel Il caso rinviato al 5 maggio
Chiusi per motivi urbanistici e autorizzativi, i titolari avevano fatto ricorso al Tar Ma i giudici hanno respinto l’istanza a causa del Covid: la questione può attendere
PORTOFERRAIO.
Tutto rinviato al 5 maggio. In quella data, a meno di nuovi rinvii dettati dall’emergenza Covid-19, si capirà se i negozi del primo piano dell’ex centrale Enel di Portoferraio potranno riaprire i battenti una volta che la pandemia allenterà la sua presa sull’isola d’Elba. Il Tar di Firenze infatti, con un decreto cautelare emesso il 16 aprile, ha respinto l’istanza con la quale le società Giunti al Punto (titolare della libreria al primo piano dell’ex Enel) ed Eurospin Tirrenica chiedevano la riapertura dei negozi tramite l’accoglimento di un’istanza di sospensiva, in attesa del pronunciamento nel merito del Tar. Il contenzioso è scattato, a febbraio, dopo che i tecnici comunali avevano rilevato presunte difformità di natura urbanistica e autorizzativa dell’ex centrale Enel. Per questo motivo le quattro attività commerciali inaugurate a gennaio hanno chiuso al pubblico (oltre a Kasanova e Velonext, anche la libreria Giunti Editore e il negozio di abbigliamento Zuiki), almeno temporaneamente.
Si attendeva che i giudici amministrativi valutassero la regolarità delle autorizzazioni concesse dall’amministrazione comunale (all’epoca l’ente era sotto la guida della giunta Ferrari). Ma poi si è messo in mezzo il Covid-19 che ha imposto la chiusura per motivi ben diversi da quelli urbanistici e autorizzativi. Gli stessi giudici del Tar, respingendo l’istanza cautelare delle aziende, hanno spiegato come «permanendo le misure di lockdown conseguente all’emergenza Covid-19 ancorché mitigate dalle disposizioni del dpcm 10 aprile 2020, nessun pregiudizio grave e irreparabile può derivare alla parte ricorrente». Il 5 maggio, dunque, la questione dell’ex centrale Enel sarà trattata nel merito. —
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