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Tra rotaie e commercio Lutto per la scomparsa di Franco Barsacchi
PIOMBINO
Determinato, caparbio fino agli ultimi giorni. Con a cuore sempre il benessere della moglie, dei figli, dei nipoti, soprattutto per loro non ha mai voluto darsi per vinto.
Finché ha potuto.
La mattina di mercoledì è morto Franco Barsacchi a casa, con accanto la moglie Clorinda. Operaio, commerciante, un vicino di quelli che ci sono sempre per tutti in un grande condominio di 120 famiglie che sembra un paese tipo i Lombriconi a Salivoli.
Franco, nato a Bibbona si trasferisce in città giovanissimo insieme a genitori. Entrato alle Acciaierie nel 1962 lavora soprattutto al treno 850 come laminatore e poi leader, impegno di cui va fierissimo – come non mancherà mai di ricordare – tanto da essere tra i ritratti nei libro fotografico dedicato a Piombino città industriale di Pino Bertelli. Vista la grinta di Franco e l’eredità morale del babbo “cavallaio-pescivendolo” (Gianni, detto “Bibbona”) non poteva bastare.
Insieme al fratello Riccardo, apre nel 1965 una rivendita al dettaglio di vino su lungomare Marconi 18, davanti al bar “La Sirena”; attività punto di riferimento per tante famiglie in un città che cresce e che resterà attiva per 18 anni, fino al 1983.
Tanti interessi, innata voglia di fare, con la famiglia in primo piano. Riuscendo a superare le difficoltà che nella vita sono capitate, fino all’ultima terribile diagnosi un paio di anni fa; malattia che ha affrontato e cercato di sconfiggere col coraggio di sempre.
Ultimo saluto ristretto ai familiari, senza fiori, ma con una raccolta fondi di solidarietà. Clorinda, con i figli Paolo e Marco, desidera ringraziare l’ospedale Villamarina (reparti di chirurgia, oncologia, cure palliative) e il dottor Riccardo Becherini che hanno seguito Franco fino alla fine. –
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