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Guerra ai piccioni nel centro storico
Il sindaco Pasquini vieta di dare loro da mangiare Potenziale pericolo igienico sanitario segnalato dall’Asl
suvereto
A sottolinearlo ci sono due lettere dell’Azienda sanitaria Toscana Nord ovest: la quantità di piccioni ha assunto livelli tali da destare preoccupazione per il potenziale pericolo igienico sanitario. Da qui l’ordinanza numero 10 del 16 aprile a firma del sindaco di Suvereto Jessica Pasquini che vieta la somministrazione cibo ai piccioni del centro storico del paese, sia su suolo pubblico che su aree private.
Il 3 febbraio è il responsabile del dipartimento Igiene pubblica e nutrizione Alessandro Barbieri che rileva con un sopralluogo il numero eccessivamente elevato di volatili nel centro storico, che provoca insudiciamento diffuso di guano anche nelle strette vicinanze di esercizi commerciali e pubbliche attività del settore commerciale, e auspica interventi per la riduzione e il contenimento della popolazione dei piccioni. A seguire il 10 marzo a scrivere è Stephen Vignali del servizio Veterinario dell’Asl specificando che la possibilità di alimentazione e annidamento dei piccioni devono essere ostacolate a salvaguardia della comunità.
A preoccupare l’amministrazione comunale è il rischio di trasmissione all’uomo di malattie infettive e parassitarie, oltre il grave pregiudizio e degrado che il guano arreca all’ambiente urbano, con particolare riguardo al decoro del centro storico, con conseguenti aumenti dei costi di pulizia e manutenzione. Si sottolineano le notevoli quantità di escrementi, piumaggio e carcasse, che possono mettere a repentaglio la salute pubblica ed essere nocivi per il patrimonio immobiliare pubblico e privato.
L’ordinanza vieta di somministrare cibo ai piccioni, sia sul suolo pubblico che su aree private dell’ambito urbano del territorio comunale con particolare riguardo nel centro storico. Ma anche di lasciare prodotti di scarto ortofrutticolo e altri generi commestibili vicino a mercati e negozi. Impone inoltre la rimozione degli escrementi dai luoghi privati accessibili, con l’obbligo di eseguire interventi di pulizia e igienizzazione.
I proprietari e amministratori di fabbricati sono invitati a collaborare con l’amministrazione comunale, impegnandosi a loro cura e spese, ad adottare sui fabbricati idonee soluzioni per impedire la sosta e la nidificazione dei piccioni. Chi non rispetta quanto disposto dall’ordinanza e rischia sanzioni da un minimo di 50 euro fino a un massimo di 500 euro. —
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