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Addio all’ex sindaco Rino Serradimigni Stroncato a 64 anni da un malore
Monteverdi
In tempi di pandemia, solo pochissime persone accompagneranno al cimitero di Canneto Rino Serradimigni, 64 anni, stroncato ieri pomeriggio da un malore improvviso. Ma la sua morte ha colpito profondamente l’intera comunità, in particolare la gente di Canneto, la frazione dove era nato il 29 dicembre del 1955 da genitori originari del Modenese.
Studente nelle scuole del paese, poi a Cecina alle superiori e infine all’università, si era laureato in geologia, professione che aveva sviluppato aprendo ancor giovane uno studio tutto suo nel borgo-castello. E dove cominciò a coltivare importanti relazioni con il mondo politico: democristiano di area forlaniana, lui stesso ricorderà in una intervista all’interno di “Monteverdi, cronache del Novecento” di Giuliana Balletti, che molte porte gli vennero aperte grazie alle conoscenze che si andava facendo nella politica: conobbe Francesco Merli, che ha legato il suo nome alla famosa legge sull’ambiente, e diversi esponenti di primo piano della Democrazia cristiana della Toscana: “Relazioni importanti, ma sempre sviluppate nella massima correttezza” assicurò e mai nessuno poté smentirlo.
Con questo background, Serradimigni approdò all’amministrazione locale di Monteverdi in modo del tutto naturale: consigliere per la prima volta nel 1980, rieletto cinque anni dopo e delegato all’Ambiente nel maggio del 1990 venne eletto sindaco in una coalizione di centrosinistra che mandò a casa il vecchio notabilato, e nella quale esordisce Carlo Giannoni con un incarico di assessore. Neanche tre anni dopo gran ribaltone nella giunta: Serradimigni si dimette, Giannoni diventa sindaco e vi resterà, salvo un intervallo di cinque anni, fino al 2019. Sulle cause delle dimissioni si disse allora che rientravano in un accordo politico di staffetta, ma di certo ebbero peso vicende divisive (allora) come la cava di Canneto e l’albergo-pizzeria sul poggio di Monteverdi. Serradimigni tenne una linea precisa, che non fu da tutti apprezzata. Gli costò dispiaceri anche a livello giudiziario, ma venne assolto per non aver commesso il fatto. Un risultato può essere sicuramente attribuito allo scomparso: fu il sindaco che portò all’approvazione del consiglio comunale la convenzione con Enel per lo sfruttamento della geotermia.
Uscito dall’amministrazione comunale, decise di non ritornarvi più nonostante diversi solleciti. Continuò ad occuparsi delle sue indagini geologiche, della famiglia e di non far mai mancare il suo apporto alle iniziative della comunità cannetana.
Lascia nel dolore la moglie Lucia Macchioni, i figli Marco Serradimigni (geometra e nel 2009-2014 assessore allo Sport nella giunta Giannoni) e Irene Serradimigni e tanti amici che non sanno rassegnarsi alla sua scomparsa. È vicina alla famiglia anche il sindaco Francesco Govi, gli assessori e tutta l’amministrazione comunale. La salma verrà esposta questa mattina nella chiesetta del cimitero di Canneto, dove alle 14, 45 si terrà il rito funebre. – G.P.
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