Il Tirreno

«Sarà una crisi pesante, alcuni hotel non apriranno»

Stefano Bramanti
«Sarà una crisi pesante, alcuni hotel non apriranno»

Il presidente degli Albergatori: «Nella migliore delle ipotesi si ripartirà a luglio ma con regole ferree, e se andrà bene avremo un flusso ridotto al 20-30%»

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Crisi pesante all'orizzonte per alberghi isolani. Alcuni forse non apriranno fino al 2021, ma le tasse pesanti dovranno pagarle lo stesso e parecchi dipendenti, quindi, potrebbero perdere il lavoro. La stagione estiva? Forse di due mesi con i turisti, secondo le ipotesi che stanno circolando, che se verranno dovranno avere certificazioni di immunità da coronavirus. Nel migliore degli scenari sarà un flusso solo del 20-30%. È il quadro ipotizzato dall'ingegner Massimo De Ferrari, presidente dell’associazione albergatori elbani, che sentito dal Tirreno, spiega come si sta muovendo la sua categoria in questo drammatico periodo, che porterà danni economici notevoli ad un Elba che vive al 70% di turismo.



Gli albergatori sono impegnati, con le altre associazioni e la Gat (Gestione associata del turismo) per cercare di creare un ipotesi di turismo per luglio e agosto e, sempre che sia possibile, per avviare un piano per essere pronti ad una eventuale e auspicabile ripartenza. Si progettano criteri e gestioni di sicurezza delle attività, nel caso prosegua un ridimensionamento della pandemia coronavirus.

«Nel periodo cruciale di emergenza – dice De Ferrari - d'intesa con Gat ed Asl, abbiamo messo a disposizione una struttura alberghiera per eventuali quarantene, ma per fortuna ad oggi non vi è alcun contagio diffuso, inoltre abbiamo riattivato un albergo a Portoferraio per consentire a parte del personale medico di non essere più pendolare con Piombino. Abbiamo poi raggiunto intese con le forze sindacali per l’utilizzo di ammortizzatori sociali dei dipendenti delle nostre aziende alberghiere, in quanto una parte ne era rimasta esclusa ed ancora il problema non è del tutto risolto per coloro che dovevano essere assunti per la stagione e alcuni purtroppo non lo saranno. Stiamo portando avanti anche accordi con le banche, decreti a raffica permettendo, per dotare di liquidità le imprese turistiche, che hanno molte difficoltà, visto che avevano già assunto lavoratori ed eseguito lavori di ristrutturazione e manutenzione delle strutture. Aziende da salvare dal punto di vista economico, visto che qualcuna non aprirà fino al 2021 e quindi incassi zero a fronte di tasse e costi fissi, una parte riuscirà ad aprire da luglio. Se tutto gira per il verso giusto dovremmo avere solo ospiti italiani, ma il flusso ridotto al 20/30%”.



È in corso un rapportarsi con le altre isole minori che vivono in analoghe condizioni. E l'isola, secondo il presidente, può offrire le condizioni giuste ambientali per il turismo all'aria aperta e distanziato come vogliono le regole, condizioni di salubrità, con oltre 100 spiagge diffuse ove collocare i nostri ospiti. In collaborazione con Asl e regione gli albergatori cercano le condizioni per far venire, sempre in modo ipotetico gli ospiti. «Saranno ovvi – prosegue l'ingegnere – i controlli al porto di Piombino e sono allo studio certificazioni sanitarie del turista per poter sbarcare; anche i dipendenti dovranno essere controllati e salvaguardati. Stiamo discutendo sui protocolli per cui villaggi, alberghi, appartamenti dovranno essere sanificati, valutiamo quale organizzazione interna per la ristorazione, quali regole per i ristoranti i quali vedranno diminuire i propri spazi dovendo assicurare spazi di distanziamento e allora dovranno utilizzare il più possibile spazi esterni. Ci confrontiamo con il pubblico per la balneazione e gli arenili sia degli alberghi sia per la gestione della parte libera che dovrà essere controllata e regolamentata come quella privata, per il probabile necessario distanziamento».



Anche il trasporto avrà un ruolo determinante, analizza De Ferrari: le navi avranno minore capienza ed aggravio dei costi, quindi difficilmente i prezzi potranno essere abbassati cosa che invece sarebbe auspicabile in questo momento di difficoltà economica delle famiglie, quindi ci sarà la necessità di un sostegno regionale o pubblico con un voucher vacanza. C'è poi da far quadrare i conti delle aziende, che aprendo solo per due- tre mesi non possono assolutamente pagare i balzelli annuali come Imu, Tari, concessioni, affitti, suoli pubblici, assicurazioni, canoni, utenze su base annuale. E gli stranieri di settembre - ottobre ci saranno? «Stiamo affrontando la questione con gli enti – conclude il presidente – affinché vengano eliminati o proporzionati i costi solo per due mesi, altrimenti nessuna azienda piccola o grande è in grado di ripartire con il 50% degli incassi di due mesi. Le tasse vanno drasticamente ridotte ed avere incentivi a riaprire per vedere riprendere la macchina economica e togliere i nostri dipendenti dalla cassa integrazione che è frustrante. Le aziende hanno un ruolo sociale e lo manterranno, ma il tutto è molto complesso, ma vogliamo fortemente aiutare i nostri dipendenti senza contratto come cuochi e camerieri personale ai piani; come noto il turismo muove per lo meno cinque volte l'indotto».

C'è tanta voglia di ripartire, di riuscire di portare avanti una stagione mozzata, ma l’associazione invoca il fatto di essere uniti e farsi trovare pronti ad affrontare questo periodo difficilissimo. —

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