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Fdi: dimissionato il coordinatore Baragatti
Assembramento di militanti «per solidarietà» nelle sedi delle forze dell’ordine. Un post celebrativo (poi ritirato) fa scoppiare il caso
piombino. L’eccessiva esuberanza, l’ossessiva ricerca di visibilità alla guida di un partito piccolo (1,8% alle elezioni, nemmeno un consigliere) che però esprime il sindaco della città, sono costate caro al coordinatore di Fratelli d’Italia. Luca Baragatti infatti lunedì si è dimesso, dopo una giornata di pressioni ai livelli più alti del suo partito, di fatto sfiduciato dopo un episodio che – non per la prima volta – ha messo in imbarazzo anche il sindaco Francesco Ferrari.
Baragatti infatti nella giornata di Pasqua ha postato sul profilo Facebook del suo partito delle foto che ritraevano alcuni militanti di Fdi – anche lui è in un paio di scatti – ripresi vicino alle sedi delle forze dell’ordine (anzi, alla Polizia di Stato davanti al centralino) dove avevano portato gli auguri del partito e dei pacchi dono. Il testo del post (concluso con gli auguri anche a firma di Ferrari, il quale poi ha spiegato di essere all’oscuro di tutto) recitava che «Fratelli d’Italia ha scelto di stare vicino a chi, per garantire la sicurezza di tutti, continuerà a lavorare anche in questi giorni di festività, sacrificando la propria vita privata, nella consapevolezza che le tradizioni sono il principale legame di una comunità».
Niente di male se non fosse che da più di un mese la gente è blindata in casa per le disposizioni di contenimento al coronavirus, e proprio il sindaco Ferrari è tra i più strenui sostenitori di questa strategia, che ribadisce quasi quotidianamente su giornali e social, invitando a stare a casa se non per motivi di comprovata necessità.
Ecco che quelle foto col gruppetto di militanti di Fdi in posa ha iniziato a fare il giro del web provocando numerose proteste, tra cui quelle pubbliche del Prc e di alcuni esponenti del Pd, ma anche di cittadini che parlavano di «irresponsabilità» chiedendosi perché, in giro in gruppo, quelle persone non fossero state multate.
Da lì si è scatenata una polemica sul profilo di Fratelli d’Italia che Baragatti ha cercato di rintuzzare in qualche modo, prima di cancellare il post. Ma ormai la frittata era fatta.
Non era il primo scivolone (basti citare nei mesi scorsi «il vertice» col questore annunciato da Baragatti sui temi dell’ordine pubblico) e ieri dunque, dopo ore di immaginabile fermento nel partito, sono arrivate le dimissioni del coordinatore di Fdi che, pur parlando di «casuale assembramento di alcuni militanti all’interno di una lodevole iniziativa nazionale», ha definito il caso «un errore del quale mi assumo tutta la responsabilità».
Baragatti in una nota ha spiegato quindi che, «in accordo col sindaco Ferrari ho deciso di rassegnare le mie dimissioni da coordinatore di Fdi: non voglio che il mio errore possa essere strumentalizzato né che possa inficiare in qualunque modo l’impegno massimo di chi sta gestendo questa emergenza. Trovo invece allucinanti che anche nobili esponenti di altri partiti politici ospitino commenti social che inneggiano a violenze, minacce e offese che quanto meno dovrebbero essere taciute. Per il bene e la crescita di Fdi – ha proseguito – faccio un passo indietro che, in politica, solitamente in pochi responsabili fanno. Ringrazio chi mi ha dimostrato solidarietà e mi auguro che chi mi succederà possa occuparsi meglio di simili iniziative e sappia con più forza far giungere nelle sedi istituzionali la voce del partito e della città».
Tornando all’episodio specifico, l’ormai ex coordinatore di Fdi ha sostenuto che «il nostro unico intento era dimostrare vicinanza e sostegno a tutti i soggetti impegnati a combattere la guerra col coronavirus. L’organizzazione non era facile proprio per le norme esistenti, per questo una sola persona si è recata ad acquistare i pacchi ma di conseguenza è stato necessario un momento di distribuzione. Nell’occasione abbiamo sempre mantenuto la distanza di sicurezza e utilizzato i dispositivi di protezione individuale».
Il sindaco Ferrari da parte sua parla di «episodio spiacevole, che di sicuro avrebbe potuto essere strumentalizzato o mettere a repentaglio il lavoro che stiamo portando avanti in generale nella gestione dell’emergenza, in particolare nel ricordare ai cittadini che devono rimanere in casa. Ringrazio, perciò, Luca Baragatti che ha voluto, con onestà e alto senso civico, assumersi la responsabilità dell’errore commesso. Mi auguro che questa vicenda possa essere di monito per tutti». —
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