Il Tirreno

san vincenzo 

Silenziata ragazza dj per la musica in strada

M.A.S.

Protesta per le canzoni diffuse per le anziane condomine Intervento della Municipale su richiesta di un cittadino

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SAN VINCENZO

Per colpa di qualcuno non si fa credito a nessuno. Potrebbe essere tradotto così l’ammonimento della Polizia municipale di San Vincenzo a una quindicenne sensibile alla musica e alla solitudine di anziani e disabili. La sua colpa? Aver aperto il pomeriggio, verso le 18 e non oltre le 19, la finestra della sua terrazza, in zona Paese nuovo, incominciando, come una perfetta dj, a spargere nell’aria un po’ di musica. Canzoni a portata del suo pubblico: gli abitanti dei condomini vicini, prima di tutti Sandra Pacchini, che affetta da Sla in questi giorni di emergenza coronavirus è costretta alla solitudine. E poi un gruppo di signore anziane, anche loro obbligatoriamente recluse e rese più tristi dall’allontanamento sociale.

Una platea non chiassosa e “pericolosa”, che ogni pomeriggio con la musica scelta dalla ragazza - anche intrattenere chi è penalizzato dal silenzio della sua clausura è volontariato - alleggeriva il proprio isolamento. «Mia figlia– dice la mamma della ragazza – c’è rimasta malissimo. Lei voleva soltanto essere utile a chi non avendo la sua età, la sua salute e la possibilità di collegarsi online con il mondo, si sarebbe sentito meno solo condividendo un momento difficile, per renderlo, con l’aiuto della musica, più sopportabile. E ha sofferto nel sentirsi una provocatrice di schiamazzi, ma soprattutto nel sapere che qualcuno per bloccare la sua innocente iniziativa, aveva scomodando addirittura i vigili in un momento in cui a San Vincenzo e ovunque i problemi veri sono ben altri».

Amareggiate ma anche molto arrabbiate Sandra Pacchini, che ha raccontato l’accaduto sul suo profilo facebook, ricevendo molti like di solidarietà, e le vecchiette dei condomini adiacenti a quello dove abita la quindicenne, che ogni pomeriggio prima del tramonto, si preparavano all’ascolto di qualche innocente canzone, ma soprattutto al fatto di condividere un momento diverso dalla solita routine.

«Prima di bloccare l’iniziativa musicale della ragazza – ha spiega la vicesindaco Delia Del Carlo, interpellata sul fatto dal Tirreno – la polizia municipale si è trovata a dover stoppare altre situazioni ben più fastidiose: musica da discoteca a tutto volume in orari non proprio consoni, con automobili che si fermavano e assembramenti di persone che ballavano in strada, e avvisata da chi non ha gradito la performance sia pure meno invasiva della ragazza ha avuto l’obbligo di intervenire». Che aggiunge: «Mi dispiace che con tutto quello che stiamo facendo come Comune in questo periodo di emergenza si sia data sui social molta più importanza in senso negativo a un divieto sollecitato da un cittadino, sul quale la musica della ragazza probabilmente non aveva avuto lo stesso effetto benefico, non tenendo presente che, di fronte alla segnalazione di un cittadino, i vigili sono obbligati a intervenire».

Obbligati? Senz’altro. Nessuno lo mette in dubbio. Ma dire a quel cittadino che forse la sua era una lamentela esagerata non era proprio possibile? Ecco, al di là delle polemiche, questo è ciò che ci domandiamo. Soprattutto in un momento in cui ognuno di noi sta rischiando molto di più che dover “sopportare” qualche nota di allegria. – M.A.S.

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