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Sciopero per dire no all’apertura per Pasqua e Pasquetta
I sindacati: «Inaccettabile in questo momento delicato» Il problema da noi si sarebbe posto solo il lunedì al Conad
PIOMBINO
Il problema si poneva solo per i negozi Conad, visto che da una nostra indagine risultava che per domenica, giorno di Pasqua, tutti i supermercati sarebbero stati chiusi mentre per Pasquetta Conad avrebbe effettuato orario continuato (8-20) nei punti vendita di Piombino, San Vincenzo e Venturina.
Invece per questi due giorni è stato dichiarato lo sciopero dei lavoratori del commercio proprio per contestare la decisione delle aziende di tenere aperti i negozi nei giorni festivi e più in generale nelle domeniche. La protesta – lanciata a livello nazionale da Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs – Uil – riguarderà ovviamente anche tutti i negozi della provincia di Livorno.
«Da anni - scrive Pieralba Fraddanni, Cgil - ci battiamo contro le aperture dei punti vendita della grande distribuzione alimentare nei giorni festivi e nelle domeniche, sollecitando anche le istituzioni locali a sostenere la nostra battaglia. Lo sciopero in programma il 12 e il 13 aprile però, visto il momento delicato che stiamo vivendo a causa del Covid-19, assume un valore tutto particolare. Mai come oggi, a dirlo è la comunità scientifica, è fondamentale ridurre gli spostamenti per evitare i rischi di contagio. Lo “stare a casa” rappresenta una misura assolutamente indispensabile per contenere la diffusione del coronavirus, una misura a tutela dei lavoratori dei negozi ma più in generale di tutti i cittadini. Oggi più che mai è inoltre necessario rimettere al centro la cultura della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Troppo spesso ormai il concetto di sicurezza viene concepito dalle aziende come un semplice costo: serve un’inversione di tendenza. La decisione di molte imprese di tenere aperti i negozi a Pasqua e Pasquetta rappresenta un’istigazione alla spesa compulsiva totalmente immotivata, in barba alla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. Tutto ciò non può essere accettabile».
«Senza contare - conclude Fraddanni - che con i negozi chiusi in questi giorni particolari si avrebbe anche più tempo per una più accurata sanificazione dei locali in cui ogni giorno transitano centinaia di persone». —
F.M.
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