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C’è l’orchidea a forma di ape tra le aiuole del parcheggio
PIOMBINO.
Le aiuole sono fiorite anche nelle “porzioni” di verde che separano i piani del parcheggio di Villamarina. Con un po’d’attenzione in più si trovano zone delimitate col filo o con la fettuccia da cantiere: lì ci sono orchidee spontanee. Ne vedi una, ne scopri tante.
Tutto grazie all’impegno diretto del Gruppo italiano per la ricerca sulle orchidee spontanee Giros).
Ad occuparsi di Villamarina per Giros c’è Andrea Battaglini: «Qui si possono trovare – spiega – quattro tipi diversi di orchidee a partire dalla Serapias neglecta, quasi un endemismo toscano, solo Toscana, qualcosina Liguria e poi Francia. Tutte orchidee colorate e vistose. È possibile vedere anche quella a forma di ape, l’Ophrys apifera, l’unica che non ha più impollinatori specifici si autoimpollina per adattamento evolutivo».
Giros impegna sul campo persone esperte e appassionate. Da ovunque fotografie, ricerche, segnalazioni con alterne vicende sul fronte della protezione. A Villamarina un avvio di rapporti tutt’altro che semplice. Di orchidee ne erano state distrutte migliaia deviando le auto – durante i lavori sugli anelli del parcheggio in contemporanea con l’ascensore – sullo spiazzo a ridosso dell’ingresso dell’ospedale. «Seppure tutta la zona a Villamarina fosse ben nota da tempo – ricorda Battaglini – nessuno in Asl ne sapeva niente. Ma sin dai primi contatti si è stabilita buona collaborazione. Questa porzione di verde verso il Promontorio – aggiunge – è importante anche a livello scientifico e può portare onore all’ospedale e alla città».
L’emergenza Covid 19 non sarà per sempre. «Già il passaparola funziona tra gli appassionati – ricorda Andrea Battaglini – che da tempo vengono a vederle, non solo inglesi o francesi. Grazie all’accordo con la dirigenza di Villamarina e con gli addetti ai tagli è stato possibile segnalare le aiuole dove si trovano le orchidee per evitare che vengano tagliate e, dopo la fioritura, i semi possano disperdersi. Questo di Piombino è un progetto pilota che procede insieme a quello già avviato in Campania con gli enti dei parchi archeologici. Perché pure le orchidee spontenee sono parte integrante del nostro prezioso patrimonio». –
C. C.
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