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I balneari elbani temono il disastro
Prenotazioni quasi azzerate, tante incognite ma i canoni sono da pagare: «Non sappiamo ancora se ci sarà una stagione»
Nonostante le belle giornate di sole per i concessionari di spiagge, in questo momento emergenziale, c'è solo grande nebbia. Non si sa quale sarà il futuro, sempre che una stagione balneare si possa avviare. Si temono perdite economiche e tanti dipendenti in stand by o disoccupati. «E dai comuni nessun segnale», dicono gli addetti ai lavori. Vista la situazione della pandemia da coronavirus non ci sono quindi chiare prospettive, ancora. Il Tirreno ha sentito due associati alla Fiba Confcommercio, Tommaso Lo Coco che gestisce Il Capriccio nella spiaggia di Marina di Campo e Stefano Martinenghi, titolare della concessione a Fetovaia, del Bagno Barbatoja. Entrambi parlano di incognite sul prossimo futuro. Partiamo dal bagno di Martinenghi a Fetovaia.
«Penso di aver perso la prima parte di stagione – dice il proprietario della concessione balneare – potrebbe esserci una stagione parziale, però il governo, le autorità, in questo momento sono impegnate in tutt'altro. Devono capire se la furia del morbo va a finire oppure no. Poi c'è un altro fattore d'incertezza: nel caso una qualche stagione partisse, il fatto che in varie le nazioni europee o di altri continenti, il contagio è avvenuto dopo quello italiano, per cui sarà più lunga la decontaminazione delle persone in quei luoghi, e a loro sarà proibito entrare in Italia, se si tornasse ad una prima fase di normalità. Dovevamo fare una riunione alla Confcommercio di Portoferraio, ma è stata rinviata. Serviva a fare proprio il punto della situazione. Faccio presente infine che esiste la legge 145/2018 art. 1 per il rinnovo delle concessioni al 31.12.2033, però nessuno qui negli enti locali ne parla e addirittura i Comuni non si esprimono su quest'aspetto. Se fosse stato esistente un Comune unico, probabilmente avremmo maggiori risposte e maggiore qualità. E la stessa legge prevedeva, al comma 685, la sospensione del pagamento del canone a parziale risarcimento delle spese straordinarie patite per la ricostruzione degli stabilimenti balneari danneggiati dalla tempesta dell'ottobre di quell'anno. Noi paghiamo circa 2000 euro l'anno per la concessione, con tariffa ministeriale. Ma anche in questo caso ho chiesto in merito al Comune ma non ho avuto risposta. Situazione critica quindi anche i circa 20 dipendenti del nostro complesso, tra parcheggio, ristorante e gli addetti alla spiaggia di 1700 metri quadrati. Se la stagione partirà in qualche modo, dovremmo avere delle distanze particolari tra gli ombrelloni, tra i tavoli e quindi ci sarebbe una riduzione della fruizione e minor numero di clienti, ma se partisse anche in questo modo sarebbe già un successo».
Sulla stessa lunghezza d'onda Tommaso Lo Coco del bagno Il Capriccio che gestisce la concessione della spiaggia di Marina di Campo, una delle più ambite dell'isola, con oltre 2000 metri quadri di arenile. Anche lui ha una ventina di dipendenti, a rischio stagione. «Noi abbiamo dei clienti fissi – dice – circa una quarantina che già sappiamo sarebbero pronti a venire nel caso la situazione italiana si risolvesse e abbiamo avuto una trentina di prenotazioni on-line, però sono solo incognite perché non possiamo ancora avere nessuna certezza. È prematuro capire quale sarà il destino del nostro turismo. Tra i problemi una notizia positiva, sappiamo che in Sicilia, regione a statuto speciale, è stato stabilito che il canone di concessione delle spiagge, verrà sospeso e speriamo anche per il prossimo anno, esistono norme in proposito. La stagione comincerebbe dal primo maggio, ma non abbiamo prospettive. In caso venisse una parziale apertura per i vacanzieri non prevediamo un grande afflusso, perché la gente ancora sarà scioccata dalle negatività della pandemia e sarà prudente e diffidente nel muoversi. E pensare che in questa situazione negativa l'Elba si difende molto bene, in particolare se gli 8 contagi rimanessero tali. Significherebbe che venire da noi è rassicurante essendoci stato solo in piccolo focolaio e l'isola è praticamente indenne dal virus. Siamo in attesa di capire cosa accadrà». —
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