Il Tirreno

l’emergenza coronavirus 

Messe celebrate sui social Chiese aperte, ma deserte

Cecilia Cecchi
Messe celebrate sui social Chiese aperte, ma deserte

Domenica delle palme, nelle parrocchie ceste di ramoscelli di ulivo benedetto Centinaia di persone in gruppi WhatsApp: solidarietà e aiuto a chi ha bisogno  

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Cecilia Cecchi / PIOMBINO

Chiese aperte, ieri mattina: a ridosso dell’ingresso, in alcune parrocchie, cesti con ramoscelli di ulivo benedetto. Vicino un messale col segnalibro sul Vangelo della Passione.

Sospese secondo le disposizioni per l’emergenza Covid 19, condivise dalla Conferenza episcopale italiana, messe e manifestazioni religiose. Le acquasantiere sono vuote.

Tra l’acquisto di un quotidiano o magari una medicina, i fedeli passano alla spicciolata. Sostano per un preghiera, salutano – a metri di distanza – il parroco che siede tra le panche. Lontani dalla liturgia della “Domenica delle palme” vissuta spesso coinvolgendo i bambini del catechismo anche per commemorare l’ingresso di Cristo a Gerusalemme (poi la messa con la lettura della Passione). Pasqua 2020: niente ultima cena, lavanda dei piedi, sepolcri. Uno dei momenti più condivisi della religione cattolica quest’anno comincia nel silenzio. Ma ogni parrocchia ha trovato un modo per mantenere viva la comunità: nessuno lasciato indietro né, soprattutto, solo.

Dall’Immacolata, da subito messa in streaming la mattina alle 7, 30 che si può rivedere in differita. «Presto, oltre alla pagina facebook della parrocchia – racconta il parroco fra Adriano Appollonio – saremo anche con la diretta sul canale youtube. Ci chiamano in tanti... quest’anno niente ulivo, ci stiamo organizzando per distribuire ai parrocchiani bottiglie di acqua benedetta».

Ulivo benedetto che si può invece trovare ancora nella chiesa della Misericordia in piazza Manzoni, nella chiesa della parrocchia di Santa Maria della Neve in via don Minzoni, a San Giuseppe Artigiano su lungomare Marconi a Salivoli e alla Madonna di Montenero ai Diaccioni.

«Social e tv permettono ai fedeli di seguire la vita liturgica di questi giorni – spiega don Mario Magni (Misericordia) vicario vescovile in città – Anche le celebrazioni presiedute dal nostro vescovo Carlo Ciattini sono in diretta web. Coi parrocchiani? Davvero tante telefonate e sul gruppo WhatsApp ci sono già oltre 200 persone».

Così un po’ovunque. «Messaggi e commenti del Vangelo on line ogni giorno – conferma don Luca Fedi (Salivoli) –. La chiesa è aperta sempre tra le 8,30 e le 18,30. C’è l’ulivo e ci saranno i panini benedetti di giovedì santo. Ogni settimana la domenica – ricorda – le catechiste mandano un messaggio video ai ragazzi e le attività da fare durante la settimana a casa ed anche io un video di saluto. Il mercoledì sera il Dopocresima è su Skype dalle 21,30. Un centinaio i fedeli su whatsApp». «Grande aiuto dalla mia pagina Facebook, visto che ormai c’è un computer in ogni casa – sottolinea don Mario Perini (Santa Maria della Neve) – e senso di comunità pure grazie agli appuntamenti col Pontefice in tv. In chiesa parrocchiani si soffermano pochi attimi a pregare da soli, ma i contatti WhatsApp sono costanti». Affisso agli ingressi l’elenco della associazioni cattolico solidali attive sul territorio.

Per l’emergenza nell’oggi si chiede aiuto ad ogni parroco e la solidarietà prende forma in un’infinità di modi, a partire dai pacchi alimentari. Vero, in questi giorni la commozione viene facile, qui bastano le porte delle chiese spalancate, il sole che entra sparato ovunque. Un ramoscello d’ulivo, un saluto, una parola. Nonostante la mascherina e la distanza ormai è chiaro, il sorriso si legge pure dagli occhi. –

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