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Una squadra di psicologi per combattere l’isolamento
Paura di morire ed ammalarsi, ansia per il futuro, noia e azzeramento dei contatti Decine di telefonate arrivano ogni giorno allo sportello attivo tutti i giorni sull’isola
«Chiamate dalle 9 alle 19 il numero verde 800 947307; gratis vi aiutiamo con un sostegno psicologico, in questa emergenza». Lo dice il manifesto di “Elba ti ascolto”, lo sportello psicologico nei giorni di emergenza del coronavirus. Tante le telefonate arrivate in questi giorni, nelle quali diversi cittadini hanno espresso paure (di morire o di ammalarsi), ansia per il proprio futuro economico, panico, depressione e rabbia che può compromettere, talvolta, le relazioni. L’impegno nato dagli studenti del Forum giovanile dell'Arcipelago toscano. «Un servizio rivolto a tutti coordinato da Francesca Mastrogiovanni, psicologa dell'emergenza – dice Maria Frangioni, psicoterapista ed anche presidente di Legambiente Arcipelago – Collaboriamo con i ragazzi, i primi a mettere a disposizione un numero di cellulare e successivamente la cooperativa Altamarea ha attivato il numero verde per il nostro servizio volontario. Siamo in 16 professionisti scesi in campo, in un momento incredibile, mai visto nella storia. Psicologi, psicoterapeuti e counsellor elbani, che ascoltano chi chiama: la sera ci confrontiamo in gruppo telematicamente, per capire come è andata. I primi bilanci evidenziano, ovviamente, casi di disagio psicologico legati all'emergenza Covid-19. Persone che hanno paura di morire o di ammalarsi, o di venire infettati o di infettare loro i propri cari. Paure supportate da un'informazione televisiva e telematica di tipo sensazionalistico».
«La gente può trascendere nell'ipocondria – commenta Frangioni – con un controllo ossessivo dei sintomi e paranoie, sospetti nei confronti di tutti quelli che li circondano. Preoccupazioni per la salute delle persone care, soprattutto se lontane, e possono diventare pensieri ossessivi di pericolo. Si registrano ansie per la quarantena e per le conseguenze sul piano economico e sociale. Si vede buio il proprio futuro e ci si destabilizza e quindi ancora ansia e panico, depressione e rabbia con conseguenze anche sulle relazioni più prossime».
Per i più fragili, che si erano conquistati una precaria tranquillità, ora pare crollare tutto, finiscono le chance di vita e partono disturbi del sonno, pensieri invasivi e si abusa di alcool, sigarette, cibo. «Lo stare in casa può portare o all'isolamento sociale – dice la psicoterapeuta – o ad una convivenza forzata per tempi innaturali. Gli anziani, ma non solo, senza compagnia vivono più pesantemente la solitudine, nasce sconforto che può colpire anche bimbi e adolescenti che esprimono paure, fobie e altri disagi, i familiari ne tengano conto con affetto e vicinanza. Nella famiglia ampia il disagio c'è per non avere tempi e spazi individuali: crescano conflitti, come nella coppia ci può essere aumento di violenze anche sui figli. Si cade poi nella pulizia ossessiva di sé, degli ambienti e si cucina troppo. Internet può essere abusato compresi siti di sesso online. Chi lavora in smartworking non sa scindere il tempo del lavoro da quello personale».
Gli psicologi invitano «a non trascurare tali situazioni – conclude la volontaria - Il nostro sportello mantiene il segreto professionale e può essere utilizzato in forma anonima. Chi non vuole parlare può scriverci a elbatiascolto@gmail.com e rispanderemo». —
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