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Sfalcio del verde e di orchidee spontanee in piena fioritura
Le proposte di protezione del Gruppo italiano per la ricerca All’ospedale Villamarina è già in essere un progetto pilota
PIOMBINO. Val di Cornia, quando si dice bellezza ovunque. Prati di orchidee selvatiche a Piombino come a Campiglia Marittima di cui si occupano da tempo quelli del Gruppo italiano per la ricerca sulle orchidee spontanee (Giros), tanto esperti quanto appassionati.
Fotografie, ricerche, segnalazioni con alterne vicende sul fronte della protezione.
Venerdì scorso il taglio di una sessantina di piante molte delle quali in piena fioritura alle Caldanelle (Campiglia); almeno qui ricresceranno. AVillamarina (Piombino) qualcosa di più drastico; ne sono state distrutte migliaia deviando le auto - durante i lavori sugli anelli del parcheggio in contemporanea con l’ascensore & c.- sullo spiazzo a ridosso dell’ingresso dell’ospedale. «Ci occupiamo di orchidee da sempre – spiega Rolando Romolini (Giros) –e da una quarantina di soci fondatori ormai siamo più di 500. In Toscana – prosegue – i soci più attivi si sono suddivisi le province. La zona del livornese è ricca di orchidee spontanee: il passaparola funziona tra gli appassionati che vengono a vederle, non solo inglesi o francesi. Persino a Sassetta è possibile trovare la bellissima Ophrys tarquinia al massimo segnalata fino in Lazio...A Campiglia è stata individuata un’area vasta di Himantiglossum robertianum, detta anche Barlia che in Toscana è sempre stata molto rara».
Segnalazione fatta, ma qualcosa - vista anche la situazione critica legata all’emergenza coronavirus - non ha funzionato. «Una sessantina di piante fiorite – ricorda Romolini – su un totale di quasi 200 sono state rasate. Peccato aver impedito pure la disseminazione dei semi ».
A seguire le orchidee “sopravvissute” nei giardini di Villamarina per Giros Andrea Battaglini: «Finalmente – racconta – siamo riusciti a raggiungere un accordo con la dirigenza dell’ospedale e con gli addetti ai tagli. Così è stato possibile segnalarele aiuole dove si trovano ben 8 tipi diversi di orchidee. Questo di Piombino – dice – è un progetto pilota che procede insieme a quello già in atto in Campania con gli enti dei parchi archeologici». Programmi di lungo respiro viste le preziosità che crescono da sé nei nostri spazi verdi. —
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