Il Tirreno

 

Micia, 33 anni, gatto vivente più vecchio del mondo

CECILIA CECCHI
Micia, 33 anni, gatto vivente più vecchio del mondo

Nel dicembre scorso Enpa ha deciso di dedicare una targa alla gatta e alla famiglia che l’ha adottata lasciandola sempre libera nel giardino a ridosso del pagliaio dove si era rifugiata piccolissima

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VENTURINA. Dal tentativo di iscrizione al Guinness World Record alla conferma del titolo di “gatto più vecchio del mondo attualmente in vita”. Mondo paralizzato dall’emergenza sanitaria Covid 19, natura altrove .Dunque Micia - da più di 33 anni con la famiglia Bernardini - continua a centrare obiettivi emozionanti per Alida Bernardini e Silvia Aita mamma e figlia che si alternano nell’accudirla.

Nel dicembre scorso Enpa ha deciso, di dedicare una targa alla gatta e alla famiglia che l’ha adottata lasciandola sempre libera nel giardino a ridosso del pagliaio dove si era rifugiata piccolissima. «Il 4 ottobre – racconta Silvia  – avevo scritto all’applicazione del Guinnes Word Record: perché ora il gatto col titolo di più vecchio del mondo in vita ha 26 anni. Aspettavamo per dicembre la risposta che è arrivata in questi giorni: positiva! Perché Micia è nata tra il 1986-1987 ... anche se come data ipotetica è stata fissata al primo gennaio 1987, dunque ormai si avvia a compierne 34 di anni. Mi sono stati chiesti documenti e materiali ed ho inviato tutto: video, pagine dei giornali, foto e documentazioni della dottoressa Dorella Bandini, la veterinaria che la segue ».

Vita della gatta in questi tempi di cornonavirus. «Mamma – spiega Silvia – per forza va alla casa di campagna, in località Affitti almeno due volte al giorno per stare insieme a Micia e darle quello di cui ha bisogno. Ovviamente, prendendo i dovuti accorgimenti e prenotando l’appuntamento, porta Micia dalla dottoressa Bandini per le cure che deve fare. Mia nonna Marisa l’ha chiamata Micia, perché la gattina andava e veniva, probabilmente da una delle case vicine – ricorda Silvia, che con la gatta è davvero cresciuta –. Micina di transito, nonna non sapeva per quanto sarebbe rimasta, ma appena arrivava subito... “guarda, eccola, dai da magiare a Micia...” mi diceva. Sì pure il nome alla nostra gatta ha portato fortuna!». Vista l’accoglienza, tutt’altro che di passaggio.Tra qualche settimana il documento ufficiale: non mancherà la dose di carezze in più per questa Micia sì d’antan, ma sempre dolce e coccolosa.—

CECILIA CECCHI
 

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