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Sanvincenzopoli, gioco dell’oca per scoprire il proprio paese

Irene di brino
Sanvincenzopoli, gioco dell’oca per scoprire il proprio paese

L’iniziativa di un’albergatrice per vincere la noia durante l’isolamento forzato «Chiunque può inventare e inviarci domande da aggiungere alla lista»

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In questo periodo di isolamento forzato, in molti si stanno ingegnando per rispettare le regole del Governo senza soccombere al grigiore della noia. Tra questi c’è Francesca Bientinesi, albergatrice sanvincenzina molto legata al territorio che, insieme alla sua famiglia, ha inventato un gioco tradizionale ma allo stesso tempo innovativo per intrattenere i bambini e aiutarli a imparare cose nuove divertendosi e che ha poi deciso di condividere mettere a disposizione sui social. Sanvincenzopoli, questo il nome del gioco da tavolo, è un gioco dell’oca un po’ particolare, in cui il tabellone, disegnato a mano dalla stessa Francesca insieme al figlio Tommaso, è la mappa di San Vincenzo e ogni casella rappresenta una via, un monumento o un luogo storico del paese. Per riuscire a vincere però, i giocatori devono dimostrare di conoscere al meglio anche le vicende del Comune, dato che, per muovere la propria pedina, dovranno aver risposto esattamente a un quesito sulla sua storia, remota o recente.

Dall’etimologia del nome della spiaggia della Pelosa, alla nascita della Lollarace a personaggi indimenticabili come Piero Biagi detto Pierone o l’eroe aviere Naldo Simoni, il gioco regala anche ai più esperti nozioni che potrebbero ancora non sapere. «Una delle cose più interessanti per noi è stato proprio cercare e scegliere quali eventi o personaggi inserire all’interno delle domande – spiega l’albergatrice – e vedere l’interesse di mio figlio nello scoprire tutto quello che non sapeva sul nostro paese. Mio zio Lorenzo scrive da sempre libri sulla storia locale e quelli, insieme ai racconti di mio padre Piero, sono stati una grande fonte di ispirazione. Noi stessi abbiamo constatato quante cose non conoscessimo della nostra storia ed è stato entusiasmante impararle insieme ai nostri bambini».

Un gioco da tavolo che può essere fatto anche su un classico tabellone – con l’aggiunta di qualche accortezza – e che nel divertimento aumenta il dialogo, tiene unita la famiglia e aiuta i genitori a trovare spunti per lo svago dei propri figli, facendo in modo che anche i nonni, attraverso i loro racconti in prima persona, possano sentirsi meno soli. Per adesso, le domande sono un’ottantina e gli imprevisti, rigorosamente in «dialetto» sanvincenzino, una ventina. Ma il gioco è in evoluzione e Francesca ha una richiesta per i suoi concittadini. «La mia idea è che chiunque possa inventare e inviarci domande da aggiungere alla lista. Specialmente su temi e zone del paese vissute dai giovani e dai giovanissimi, argomenti che scarseggiano tra i quesiti. Maestre, associazioni o ragazzi che vogliano contribuire, possono inviare la loro domanda, con relativa risposta e fonte per verificarla, su Facebook o alla mia mail, francesca@hotelciritorno.com». —

Irene di brino

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