Il presidio
«Fermate Rimateria, i conferimenti di rifiuti devono essere sospesi»
piombino
«Abbiamo sperato fino all’ultimo che i conferimenti nella discarica di rifiuti speciali di Ischia di Crociano, gestita dalla società Rimateria, non riprendessero dopo la sospensione di metà novembre 2019, a causa delle numerose irregolarità rilevate e oggetto di varie diffide che l’azienda ha ricevuto negli anni. Ma la Regione Toscana, col decreto numero 2349 del 20 febbraio, autorizza l’azienda a ricominciare la propria attività di discarica». Così il Comitato salute pubblica chetorna a puntare il dito sul via libera anche sulla scorta dei provvedimenti legati all’emergenza coronavirus.
«La decisione della Regione è antecedente all’emergenza dettata dalla diffusione del Covid-19 in Toscana – prosegue –. Siamo convinti che tutte le restrizioni, alle quali la cittadinanza si sta attenendo con spirito di sacrificio e di abnegazione, debbano essere valide anche per le aziende che, come RImateria, svolgono attività assolutamente non indispensabili per il nostro territorio. E invece no, il commercio di rifiuti speciali non si ferma, è priorità uno. Priorità uno, a quanto pare, non è dunque la salute pubblica. La ormai accertata vicinanza ai centri abitati di Colmata e Montegemoli, anche se riconosciuti tali solo dopo l’Autorizzazione integrata ambientale del cono rovescio, impone ulteriori valutazioni sulla ripresa dei conferimenti in un momento di emergenza sanitaria».
Il Comitato evidenzia che Colmata «dista a meno di 500 metri dal cono rovescio e se la legge prevede che ci sia questa distanza minima fra il perimetro di una discarica e un centro abitato, un motivo ci sarà. Una discarica a meno di 5 chilometri di raggio da un centro abitato può portare un aumento delle malattie del sistema cardiocircolatorio e dei polmoni secondo lo studio pubblicato sull’International Journal of Epidemiology dagli esperti del Dipartimento di Epidemiologia del Servizio sanitario regionale del Lazio. I ricercatori guidati da Francesca Mataloni hanno monitorato le condizioni di salute di oltre 200mila persone residenti in prossimità di nove discariche laziali, dal 1996 al 2008. Hanno così scoperto che vivere a meno di 5 chilometri da una discarica aumenta il rischio di cancro ai polmoni del 34%, mentre il rischio di ricovero in ospedale per malattie respiratorie sale del 5%. I più colpiti, neanche a dirlo, sono ovviamente i bambini». E conclude. «Chiediamo al sindaco di portare in Regione le nostre ragioni e di richiedere la sospensione dei conferimenti dei rifiuti speciali provenienti da tutta Italia». —
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