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l’intervento 

L’albergatore Bononi: «Basta incertezze, chiudiamo quest’isola»

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MARCIANA MARINA

«Siamo di fronte a un evento epocale. Lo dicono tutti gli scienziati a partire dalla rassicurante Ilaria Capua che ha snocciolato col suo abituale sorriso una proiezione storica, derivante dai suoi studi epidemiologici, che le ha fatto paragonare la diffusione di questo terribile virus alla diffusione del morbillo migliaia di anni fa». È quanto afferma in un lungo intervento Jacopo Bononi, albergatore e imprenditore titolare di Promotourism.

« Ho vissuto a Brescia fin dalla nascita e so che compostezza e operosità contraddistinguano i miei conterranei di adozione, conosco la dedizione al lavoro e la serietà che li contraddistingue – racconta l’albergatore – Di certo lo sforzo che a Brescia e Bergamo si sta facendo per contenere il virus e limitare le morti è immane. Anche loro come noi in poche settimane hanno visto cambiare la loro vita e il loro futuro, almeno quello prossimo. Pagherebbero oro per fare in modo di essere qui dove siamo noi, ossia in un’oasi di temporanea serena protezione. Eppure non lo capiamo. Siamo circondati da titubanze e incertezze e andiamo verso il nostro destino inevitabile».

L’albergatore invoca misure più restrittive e più nette agli amministratori e alle istituzioni. «Si vedono controlli al porto piombinese, non chiusure decise e a fasi alterne scambi di reciproche espressioni pubbliche di stima per quello che si fa e quello che non si fa e magari si potrebbe fare. Si confonde la realtà delle cose con la volontà di denigrare un sistema sanitario eroico. Ma sì, abbiamo sedici respiratori e un letto di terapia intensiva gentilmente concesso. Qualcuno potrebbe dirci: state sereni. Bisogna chiudere tutte le corse, eccetto quelle dedicate alle merci di sopravvivenza, sterilizzare i traghetti in andata e in ritorno, dotare i marittimi di ogni protezione, impedire che ignari portatori dal continente andando avanti e indietro contaminino i loro familiari, ‘tamponare’ e non solo una volta tutti i non residenti che sono venuti dal continente almeno da gennaio. Me compreso». —

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