Il Tirreno

«L’obiettivo è resistere, ma il Governo faccia di più»

Antonella Danesi
«L’obiettivo è resistere, ma il Governo faccia di più»

Il coro delle associazioni di categoria preoccupate dal contraccolpo economico «Non ci aspettavamo un bonifico, ma gli interventi dello Stato siano più incisivi»

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PORTOFERRAIO

Le risposte date alle imprese dal Governo, in piena emergenza Covid 19 sono un passo avanti, ma non esaustive per le difficoltà che stanno vivendo le aziende, in grande affanno e con il futuro a rischio.

È la preoccupazione delle associazioni di categoria elbane che stanno lavorando con i loro associati e i loro referenti provinciali, regionali e nazionali per evitare il peggio. «Ci sono lacune e mancanze nei vari livelli di interventi», è il commento di Maurizio Serini, presidente Cna territoriale di Livorno. «Certo non ci aspettavamo un bonifico sul conto corrente dei mancati incassi di questi giorni – dichiara Franco De Simone, presidente Confesercenti Isola d’Elba – ma quelle messe in campo sono misure solo per l’emergenza». In una situazione «gravissima per le nostre imprese – si associa Franca Rosso, presidente di Confcommercio – dobbiamo mettere in piedi tutte le misure necessarie per uscirne».

La cassa integrazione in deroga, gli spostamenti delle scadenze fiscali, la possibilità di accedere a garanzie statali gratuite per nuovi finanziamenti sono strumenti che possono servire ma non bastano e le associazioni si muovono anche su altri livelli. La Cna si è confrontata con la Regione e l’Anci per la sospensione delle tasse locali, la Confcommercio si è rivolta agli istituiti di credito locali per avere extrafidi senza ulteriori aggravi e ai comuni perché facciano slittare le tassazioni, vista la situazione attuale. «Le nostre aziende devono essere in grado di avere disponibilità – riprende Serini – e uno dei punti fondamentali è l’accesso al credito. I settori in cui lavorano le aziende sono tanti e dobbiamo essere in grado di usufruire di tutte le possibilità contenute nel decreto, spingendo perché nel mese di aprile il governo ne preveda uno nuovo, più diretto alle imprese e non al sistema sociale, deve essere garantito il finanziamento della macchina delle aziende». C’è poi la situazione dei lavoratori autonomi che preoccupa Rosso, vista la chiusura di negozi e strutture. Secondo De Simone «occorrerà fare molto altro, soprattutto se la crisi sanitaria continuerà a lasciare i negozi, gli ambulanti, i bar e i ristoranti chiusi, gli alberghi vuoti e le città deserte». E la grande incognita della stagione turistica 2020 che Rosso vede messa a repentaglio. «La maggior parte delle aziende – ricorda – sono a carattere turistico-stagionale e non lavorano da tempo. La Pasqua che tradizionalmente era considerata come la ripresa del ciclo economico elbano non ci sarà, con tutto ciò che ne consegue in termini occupazionali ed economici». «Noi ormai consideriamo che questa stagione si salta, per quanto qualcosa si possa recuperare – è la considerazione di Serini – E si dovrà lavorare in tutti i modi per il suo allungamento». La disponibilità a fare un sacrificio per risolvere l’emergenza coronavirus c’è e l’obiettivo è di fare almeno una stagione di sopravvivenza. «Servirà ripartire con una campagna importante, insieme alla Gestione associata del turismo elbano – propone De Simone – sensibilizzando a comprare elbano e favorendo il made in Italy».

«Tutto il paese, in tutte le sue forme – termina Serini – deve essere unito ed andare in un’unica direzione, solo così riusciremo a tirare fuori le gambe da questa situazione e mi riferisco anche alle amministrazioni comunali che devono avere gli occhi bene aperti sul nostro territorio. In Cna, stiamo lavorando a tutti i livelli per individuare nuove proposte». —

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