Addio a Giovanni Lazzarotti, storico patron del Bar Nanni
Aveva 81 anni, era ricoverato all’ospedale di Massa M.ma Barman, appassionato di canto, velista preparato e scrittore di memorie locali
PIOMBINO
È morto all’ospedale di Massa Marittima, dopo una breve malattia, Giovanni Lazzarotti, proprietario del Bar Nanni nel centro storico e scrittore di antiche memorie piombinesi. Tumulato ieri nel cimitero di Piombino, senza funerale, secondo le disposizioni per il coronavirus, lascia la moglie, la figlia Elina e la nipote, ma anche un amarcord piombinese carico di storia e di ricordi.
Erede di quel Giovanni Sansoni che fondò nel 1912 il locale di corso Vittorio Emanuele, Lazzarotti fu barman, appassionato di canto e buon conoscitore del melodramma, ma soprattutto velista. La barca del nonno, l’Amica che non fu mai battuta in regata, era pilotata dal leggendario Gino Della Monaca, i cui anziani genitori fanno ancora bella mostra sulla facciata del bar, mentre bevono l’aperitivo della casa, il Nanni. Proprio alla vela piombinese, Lazzarotti dedicò nel 2000 il suo primo libro, “Vento al canale”. Al quale seguì, nel 2012, in occasione del centenario, “Bar Nanni”, edito da Cantagalli: il racconto di un secolo di vita dello storico bar, ma anche un’autobiografia divertente e un saggio sull’identità piombinese. Da sempre ritrovo e “punto centrale di incontro” dei piombinesi, il bar fu raccontato come in un romanzo che intreccia saga familiare e storia d’Italia vista dalla provincia: dalla prima complicata macchina da caffè, che esplose uccidendo la proprietaria Armenia (nonna di Lazzarotti), all’attività di gelateria artigianale negli anni Trenta, dall’acquisto della radio e del biliardo negli anni Quaranta all’arrivo della televisione nei Cinquanta. Per celebrare infine l’intuito imprenditoriale del fondatore Sansoni, il quale, negli anni Venti, vinse un concorso nazionale della Ramazzotti di Milano, inventando per l’appunto l’aperitivo Nanni, un cocktail inedito a base di amaro Ramazzotti che diventò la bevanda preferita dai piombinesi, e, nei medesimi anni, sponsorizzò le vele delle barche con le scritte pubblicitarie dello Stock. Chiediamo un ricordo di Lazzarotti al professor Nilo Pucci, che gli fu amico fin dall’infanzia: «Ci siamo conosciuti a scuola quattordicenni, ma le nostre famiglie avevano antichi legami: mio padre adolescente aveva appreso l’arte del barman (allora assai complessa) proprio presso il bar Sansone. Aveva un vero e proprio culto della famiglia, dal suo bisnonno su su seguendo il corso degli anni, senza trascurare i rami collaterali: questo culto si focalizzava sull’attività del nonno, sul bar, sulla sua casa di via Cellini e la sua storia. Conservava documenti, fotografie, perfino registri e fatture. La passione di Nanni per la memoria, o le memorie, non si fermava a quelle di famiglia, ma si estendeva all’ambiente dove era cresciuto, alla Piombino degli anni d’oro, alle attività sportive». Aveva 81 anni, ma la curiosità intellettuale di un giovane. Molti erano i suoi progetti, tra i quali un libro sui cinema di Piombino, dal celebre Sempione al Supercinema, e la storia di una macchina da cucire di una zia, che era servita per confezionare una camicia nera. «Era uno spirito appassionato, una coscienza attiva», dice Nilo Pucci, «una vita vissuta in una costante riflessione su se stessa».
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