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«In fabbrica c’è paura, stop senza sicurezza sanitaria»
PIOMBINO. In una città in pieno coprifuoco, tra i pochi che devono andare al lavoro ci sono i lavoratori delle fabbriche, quelle fabbriche che devono restare vive e a modo loro contribuire a evitare allarmi e tensioni per la possibile mancanza di prodotti sul mercato.
Ma Il fatto è che le parole del premier Giuseppe Conte sulla necessità di fermare alcune realtà produttive del Paese e dall’altra di proseguire l’attività delle fabbriche ha creato preoccupazione tra i lavoratori.
«In questi giorni abbiamo cercato con rsu e rls – hanno spiegato ieri in una conferenza stampa i segretari di Fim, Fiom e Uilm, rispettivamente Fausto Fagioli, David Romagnani e Lorenzo Fusco – in tutte le realtà metalmeccaniche della provincia di verificare che fossero messi in atto dai datori di lavoro tutte le procedure previste per garantire la sicurezza dei lavoratori».
Il problema è che, dicono i sindacati, «a ogni soluzione individuata si percepisce però la paura dei lavoratori davanti a un’emergenza sanitaria definita dall’Oms una pandemia».
Così, ieri pomeriggio Fim, Fiom e Uilm nazionali hanno diffuso un comunicato in cui spiegavano di «ritenere necessaria una fermata di tutte le fabbriche metalmeccaniche fino al 22 marzo per sanificare, mettere in sicurezza e riorganizzare tutti i luoghi di lavoro».
A livello locale Fim, Fiom e Uilm «condividono la necessità che in tutte le fabbriche a partire dal quelle dove non sono presenti le organizzazioni sindacali, debbano essere applicate le misure sanitarie necessarie al contrasto del Covid-19 e, ove necessario, se non vengono messe in atto tali misure, prevedere di bloccare le produzioni in attesa delle soluzioni adeguate».
Oggi dunque i sindacati contatteranno in videoconferenza le varie aziende metalmeccaniche della provincia. «Alle varie aziende – dicono Fim, Fiom e Uilm – chiederemo di concordare fermate che possano arrivare fino al 22 utilizzando strumenti contrattuali, Par, e dove possibile eventuali ammortizzatori sociali in attesa di nuovi strumenti che potrebbero emergere nel nuovo decreto previsto appunto per domani (oggi per chi legge ndr)».
I sindacati però sono pronti, «in caso di mancanza di risposte che garantiscano la sicurezza di tutti i lavoratori coinvolti, se le aziende rifiutassero di utilizzare gli strumenti contrattuali previsti, a procedere con la dichiarazione unilaterale di sciopero per tutte le ore necessarie. Intanto raccomandiamo a tutti di restare uniti, ai lavoratori di utilizzare le procedure previste dal decreto fin quando si esce d casa per andare al lavoro e fino a che non vi si fa ritorno, e ai datori di lavoro di prendersi il tempo necessario per garantire la sicurezza dei lavoratori».
Oggi dei protocolli da usare nelle fabbriche discuteranno in video conferenza sindacati e Governo. —
CLOZ
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