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La chiesa nell’era Covid-19 Stop anche alle benedizioni
Stop in tutta l'isola, come negli altri luoghi della Toscana, alle benedizioni nelle famiglie e sospesi pure i corsi di catechismo, i pellegrinaggi religiosi e durante le messe le persone si devono attenere alle disposizioni governative, circa le distanze dalle altre persone. E altre sono le indicazioni emanante dalla Cei al fine di evitare il più possibile il contagio da coronovirus. Informa su tutto ciò don Francesco Guarguaglini, parroco di Rio nell'Elba.
«Sono decisioni emanate dai vescovi delle Diocesi della Toscana che invitano ad attenersi a quanto la presidenza della conferenza episcopale italiana (Cei) ha deciso, a seguito delle misure contenute nel nuovo decreto della presidenza del consiglio dei ministri, per arginare il rischio del contagio del coronavirus. Un contributo al bene comune e alla serena convivenza sociale». E infatti la Cei afferma con un documento diramato che: «La Chiesa, che in Italia condivide questa situazione di disagio e sofferenza del Paese, assume iniziative con cui contenere il diffondersi del virus. Nelle aree non a rischio, assicurando il rispetto di tali indicazioni in tutte le attività pastorali e formative, la Cei ribadisce la possibilità di celebrare la Santa Messa, come di promuovere gli appuntamenti di preghiera che caratterizzano il tempo della Quaresima». E quindi è arrivato l'invito a sospendere le benedizioni delle famiglie fino alla cessazione dell’emergenza sanitaria, i corsi di catechismo s'interrompono parallelamente alle disposizioni di stop della vita scolastica nazionale. «I riti liturgici – illustra don Francesco – siano celebrati attenendosi alle disposizioni governative circa la distanza tra le persone presenti, al fine di evitare l’affollamento, prendendo gli opportuni provvedimenti perché questo sia possibile. Sono dispensati dalla messa i malati e vista la situazione anche gli anziani che possono più facilmente subire la diffusione del virus. In altri impegni formativi, nelle attività religiose caritatevoli e simili, si evitino gli affollamenti che annullano le dovute distanze tra le persone. Attenzione in generale, sulle distanze tra le persone, va poi posta in particolare in occasione delle confessioni e della comunione ai malati. Sarà opportuno che anche negli ambienti delle attività pastorali siano a disposizione le soluzioni idroalcoliche per la pulizia delle mani e si invitano le parrocchie, gli istituiti religiosi e le aggregazioni laicali, a limitarsi alle attività liturgiche e pastorali ordinarie, rinviando ad altri tempi quelle straordinarie. In questo contesto si reputa doveroso sospendere anche i pellegrinaggi». E altre indicazioni sono: tenere vuote le acquasantiere, omettere il gesto dello scambio della pace nella messa, l'ostia per la comunione va data solo in mano ai fedeli e prendere precauzioni durante le confessioni. —
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