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Bilancio, stangata sui redditi più bassi e aumento di 20 centesimi dei parcheggi
La dispensa dal pagamento dell’addizionale Irpef passa da 20mila a 10mila euro di reddito. Agli ex esentati costerà tra 80 e 160 euro
PIOMBINO. Esenzione dell’addizionale Irpef abbassata da 20mila a 10mila euro annui di reddito, rincari di 20 centesimi (25%) dei parcheggi cittadini, imposta di soggiorno aumentata di 50 centesimi al giorno. Lo stanziamento di 80mila euro per la riduzione della Tari, la conferma della Parking pass per i residenti in Val di Cornia ( ma ancora non se ne conosce il costo) e l’estensione di alcune agevolazioni per i turisti sono altri elementi che completano lo schema del bilancio di previsione 2020-2022 approvato dalla giunta e che sarà portato all’approvazione del prossimo consiglio comunale. . Una stangata per i redditi più bassi colpiti in particolare dall’abbassamento dell’esenzione dall’addizionale Irpef che amplia enormemente la platea, in una manovra di bilancio tesa esplicitamente a produrre nuove entrate.
Del resto secondo il sindaco Francesco Ferrari la manovra è necessaria «per correggere gli errori del passato e mettere, oggi, le basi per una gestione economica virtuosa e dinamica nel prossimo futuro».
«La condizione economica e finanziaria che ci si è presentata – continua il sindaco – era critica e abbiamo dovuto cercare da subito soluzioni per ristabilire l’equilibrio del bilancio: un solido quadro economico e finanziario dell’ente, oltre che doveroso, è indispensabile per rilanciare il territorio e garantire i servizi. Ci siamo trovati a dover gestire una situazione complessa e di grave deficit e, con questo bilancio, abbiamo dovuto fare ricorso a delle manovre per ristabilire l’equilibrio. Al fianco di questo c’è un’operazione di ottimizzazione dei servizi, in particolare quelli legati al turismo che adesso possono essere veramente funzionali per i visitatori e per le attività turistico ricettive e commerciali».
I dettagli della manovra e la quantificazione degli obiettivi meglio si capiranno nel prossimo consiglio comunale, visto che lo schema di bilancio è stato presentato non in una conferenza stampa ma con un comunicato con pochi particolari.
«Quando ci siamo insediati – afferma nella nota Paolo Ferracci, assessore al Bilancio – abbiamo trovato uno squilibrio strutturale, tra entrate e uscite correnti, di circa 1 milione e 600 mila euro che negli ultimi anni è stato colmato con manovre straordinarie. Già a luglio, a pochi giorni dal nostro insediamento, abbiamo dovuto apportare variazioni correttive per ripristinare gli equilibri del bilancio 2019 per oltre 1 milione e 150 mila euro, situazione che si è ripetuta a novembre con un intervento di oltre 400 mila euro. Entrambe le variazioni sono state determinate da minori entrate rispetto a quelle preventivate dalla precedente amministrazione. Se ciò non bastasse – prosegue – il Governo ha progressivamente tagliato le risorse ai Comuni. Si aggiunga la necessità, per legge, di accantonare ulteriori 400mila euro al “fondo crediti di dubbia esigibilità”. Altra criticità è, invece, legata ai circa 12 milioni di crediti non recuperati negli scorsi anni, con effetti sulla loro svalutazione».
Per Ferracci «l’equilibrio strutturale deve rappresentare il cambio di prospettiva per garantire mutualità e sviluppo: una logica del debito e dell’agire in emergenza con interventi straordinari non è più sostenibile a nessun livello, né nazionale né locale. Per fare ciò, da un lato, è possibile intervenire sulla spesa corrente che risulta, però, necessaria ad assicurare l’attuale livello minimo di servizi, quasi incomprimibile e, piuttosto, da potenziare una volta ristabilito l’equilibrio strutturale; dall’altro, trovando soluzioni per aumentare le entrate».
La manovra più significativa riguarda dunque i tributi. Sull’Imu, la legge di bilancio per il 2020 ha fissato l’aliquota base all’8,6 per mille, con possibilità di aumento fino ad un massimo di due punti. «Per i fabbricati del gruppo D (opifici, istituti di credito, fabbricati destinati ad attività industriali, ricettive e alla grande distribuzione) solo l’uno per mille è diretto ai Comuni – si legge nella nota – la differenza va allo Stato. Per tali categorie di beni con rendita catastale superiore a 10mila euro è previsto l’aumento del 2 per mille, mentre per i fabbricati dello stesso gruppo con rendita inferiore o pari a 10mila euro, sarà mantenuta l’aliquota base di legge».
La soglia per l’esenzione dall’addizionale Irpef invece passa da 20mila a 10mila e secondo Ferracci «l’imposta ora dovuta per chi era esente potrà oscillare tra gli 80 e i 160 euro circa all’anno. Per un singolo possono essere una somma non proibitiva ma per un’amministrazione, sommati, possono fare la differenza».
Per quanto riguarda la Tari, in aggiunta ai consolidati benefici concessi alle utenze domestiche con determinati requisiti, l’amministrazione «ha voluto prevedere nel bilancio lo stanziamento di 80mila euro per la riduzione tariffaria come supporto alle attività commerciali in sofferenza a causa della crisi economica».
Per il sindaco «è una prima misura a sostegno delle attività commerciali, in particolare difficoltà a causa delle condizioni economiche del territorio. Nei prossimi mesi decideremo i criteri di distribuzione di queste risorse anche in relazione ai calcoli della Tari».
Per quanto riguarda i parcheggi costieri e delle aree archeologiche, l’amministrazione ha fatto scelte tese «a incentivare la frequentazione delle spiagge e sostenere i proprietari di immobili non residenti».
«Manterremo la Parking pass per tutti i residenti della Val di Cornia – spiega Ferrari – mentre l’agevolazione prima dedicata solo agli ospiti delle attività ricettive di Piombino sarà estesa anche a chi soggiorna nelle strutture dei comuni limitrofi, ai proprietari di seconde case e a chi prende in affitto una casa per le vacanze. In questo modo vogliamo incentivare i turisti a frequentare le nostre spiagge e le attività commerciali che vi insistono invece di soggiornare a Piombino e poi andare nelle spiagge degli altri comuni, come spesso capitava a causa degli elevati costi per la sosta delle auto». Il costo della sosta in città, invece, salirà di venti centesimi l’ora, passando per la prima ora da 80 centesimi a un euro e poi da 40 a 60 centesimi.
«Per l’imposta di soggiorno – conclude il sindaco – ferme restando le riduzioni ed esenzioni, verrà chiesto un contributo di 50 centesimi in più al giorno ai turisti: un piccolo contributo ma una risorsa importante per i Comuni da reinvestire sul turismo per migliorare l’attrattiva della città».
«Inoltre – chiude la nota dell’Amministrazione – secondo un recente provvedimento della Corte dei Conti, col quale sono stati fatti alcuni rilievi sul rendiconto del Comune per gli anni 2015 e 2016, ove confermati, potrebbe rendersi necessaria una manovra correttiva, di circa 500mila euro, determinando la necessità di prevedere nuove entrate». —
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