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La Lega di Piombino si riorganizza Ecco il nuovo direttivo
È composto da 13 persone e affiancherà i consiglieri «La difesa dei servizi dell’ospedale è la nostra priorità»
PIOMBINO. La Lega di Piombino ha un nuovo direttivo. Il partito si è riorganizzato in seguito all’assemblea degli iscritti che si è tenuta mercoledì scorso nella sede di Piombino alla presenza del commissario Sergio Tascini, già candidato nelle liste regionali della Lega e consigliere comunale, e dell’avvocato Gianmarco Mancini, già parlamentare della Lega, vice commissario a Piombino nonché responsabile enti locali della provincia di Livorno.
Il nuovo direttivo della Lega affiancherà il sindaco Ferrari e i consiglieri comunali Lega (Giannellini, Ceccarelli, Anselmi, Baldi, Cosimi e Bianchi) «per una efficace azione politica – spiegano – dopo 70 anni di governo ininterrotto del Pci-Pds-Ds-Pd».
Nell’occasione è stato deciso di attuare una rotazione per l’incarico di capogruppo consiliare, in modo che lo stesso cresca sempre più coeso. Il nuovo direttivo, costituito da 13 persone, «si è immediatamente attivato – spiega la Lega in una nota – per evidenziare la differente visione del partito finalizzata a contrastare il depotenziamento progressivo dell’ospedale di Piombino, che serve un bacino di 60 mila persone, previsto dai piani della Società della Salute delle “Valli Etrusche” e la relativa fusione con quello di Cecina che oggi sembra stia beneficiando maggiormente della situazione a discapito del nosocomio piombinese. Inutile commentare le infinite liste di attesa, o la “geniale” idea di accorpare due ospedali che si trovano a più di 50 chilometri di distanza e che in assenza di traffico sono a 40 minuti di auto l’uno dall’altro».
Il partito del Carroccio si dichiara molto preoccupato per la situazione che «dopo la progressiva chiusura del punto nascite, ora vede l’Asl che pensa di impoverire ulteriormente il nosocomio piombinese a vantaggio di quello di Cecina, con il ridimensionamento della cardiologia, della chirurgia e dell’ortopedia. Il pronto soccorso nuovo, promesso da almeno dieci anni, è ancora ai nastri di partenza e l’Asl sembra voler lasciare a Piombino alla fine solo la psichiatria e il fine vita». —
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