Il Tirreno

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Più di 400 animali selvatici soccorsi dal Wwf nel 2019

Cecilia Cecchi
Più di 400 animali selvatici soccorsi dal Wwf nel 2019

Gualerci: «Notevole incremento, persone sempre più sensibili per la biodiversità». Già attivo il numero unificato per il soccorso fauna, gestito dal Cruma Lipu  

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Ricci, pipistrelli, scoiattoli, rondoni, rapaci, una nutria, una volpe e tanti altri. Potrebbe essere l’appello per l’Arca di Noè questo resoconto dell’attività di soccorso fauna selvatica Wwf per il 2019.

«428 interventi, su segnalazione di cittadini ed enti pubblici, in gran parte chiamate dai comandi di polizia municipale dei vari comuni – dice Stefano Gualerci vicepresidente Wwf Livorno –. Considerevole incremento visto che nel 2017 ne avevamo fatti 275, saliti già nel 2018 a 300. L’aumento dei soccorsi è stato generalizzato e consistente – prosegue Gualerci –, sintomo anche di una sempre maggiore sensibilità delle persone verso gli animali e la biodiversità».

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Esemplari soccorsi suddivisi (per classe d’appartenenza) in 394 uccelli, 27 mammiferi, 7 rettili. Nel dettaglio i mammiferi comprendono: 11 chirotteri di varie specie (in maggioranza pipistrello di Savi ed Albolimbato), 9 ricci, 3 lepri, 1 volpe rossa, 1 scoiattolo rosso, 1 coniglio ed 1 nutria. Tra gli uccelli qualcosa come 45 rapaci (tra cui 37 strigiformi), 1 raro rondone pallido, 1 berta minore (specie vulnerabile), 1 succiacapre ed 1 gabbiano corallino. Il numero dei rondoni soccorsi sale ad 85 (nel 2018 furono 36).

«Teniamo ad insistere sulla vulnerabilità di un animale ecologicamente centrale come il rondone eurasiatico – ricorda Gualerci – soggetto ad un forte calo della fertilità a causa di insetticidi ed anticrittogamici assunti attraverso gli insetti di cui si nutre ma anche per la distruzione dei nidi a seguito di ristrutturazioni edilizie, problema già segnalato alle amministrazioni locali. L’andamento stagionale degli interventi fatti nel 2019 – sottolinea il vicepresidente Wwf Livorno – conferma il trend già osservato di uno slittamento in avanti del periodo di maggiore attività, che si concentra nel pieno della stagione balneare con ben 108 soccorsi a giugno (3,6 al giorno), 107 a luglio e 62 ad agosto. Questo slittamento ha un peso sul considerevole incremento delle chiamate, legato alla presenza di un maggior numero di persone, quindi ad un’aumentata probabilità che sia i locali che i turisti incappino in un animale in difficoltà».

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«Sul piano geografico – spiega – la maggioranza dei soccorsi viene effettuata, ovviamente, nei comuni più popolosi e con maggior presenza turistica. Quindi la quantità più alta d’interventi viene effettuata nel Comune di Piombino (215), seguito da Campiglia Marittima (67) e San Vincenzo (63). Sul totale dei soccorsi – dice ancora Gualerci –, l’incidenza dei piccoli, pulli di uccelli e cuccioli di mammiferi, il cui soccorso e recupero competerebbe ai Comuni (Delibera Regionale n° 810 del 01/08/2016), è salita al 55, 6%, diventando la parte predominante del servizio svolto anche numericamente, oltre ad esserlo per l’impegno che necessita ogni singolo esemplare non adulto». Gualerci non dimentica di ringraziare «i volontari che hanno prestato il loro tempo ed il loro impegno ed i cittadini che ci hanno chiamato per segnalare gli esemplari in difficoltà».

Visto che siamo alle porte di cuna nuova stagione di nidificazione e un’infinità di chiamate di soccorso, come si procede per il 2020?

«L’accordo c’è tra la Regione Toscana e la Lipu – risponde Gualerci – poi a cascata coi soggetti che agiscono sul territorio: Legambiente a Pisa, il Wwf in provincia di Livorno».

Ecco che da quest’anno è già attivo un numero unificato per il soccorso fauna selvatica, gestito dal Cruma Lipu di Livorno, 0586/400426.

«Da qui – ricorda Gualerci – smistano le telefonate. Tutto per organizzare meglio il servizio: è anche un modo per dare direttamente indicazioni anche alle persone che chiamano su cosa fare in attesa del recupero. Vengono inoltre raccolti tutti i dati necessari sia sulla persona che sull’animale in difficoltà che poi ci vengono passati».

In sospeso restano solo i cuccioli... «Necessario aspettare aprile – aggiunge Stefano Gualerci – per avere risposte dalle amministrazioni locali della Val di Cornia perché dei pulcini dovrebbero occuparsene loro, oppure stingere una convenzione col Cruma». Altrimenti oltre a caprioli, daini e cinghiali saranno fuori dall’elenco soccorsi anche i pulli.

«Senza accordi – conclude – situazione economicamente insostenibile e priva di autorizzazione. Esattamente come per gli animali esotici dove si può fare solo da tramite, dando indicazioni». –


 

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