Il Tirreno

porto azzurro, il caso 

Lo stop alla cannabis light, ricorso al Tar dopo l’esposto

Lo stop alla cannabis light, ricorso al Tar dopo l’esposto

L’imprenditore Orsini dà battaglia contro la delibera del Comune guidato da Papi. L’avvocato Bulleri attacca: «Non si può vietare una coltivazione legale»

2 MINUTI DI LETTURA





PORTO AZZURRO. La battaglia legale sulla cannabis light a Porto Azzurro va avanti. Ed ormai è muro contro muro tra Fabrizio Orsini, titolare dell’azienda Fiori di Canapa, e l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Maurizio Papi, che nei mesi scorsi, con una delibera ad hoc, ha imposto il divieto di coltivazione e di vendita sul territorio comunale dei prodotti di canapa, compresi quelli con il thc ( tetraidrocannabinolo) previsto dalla legge. Dopo l'esposto inviato alla Procura di Livorno contro la delibera (a riscontro di eventuali reati farà luce l’indagine affidata ai carabinieri), l’imprenditore ha presentato anche un esposto al Tribunale amministrativo della Toscana.

[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.38479972:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.38479972:1652780985/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Lo ha reso noto l'avvocato Giacomo Bulleri per conto del diretto interessato Fabrizio Orsini, imprenditore agricolo, unico coltivatore sul territorio comunale di tale essenza. Il ricorso è stato notificato nei giorni scorsi. «Trovo molto grave – spiega l’avvocato esperto della materia – che un sindaco proponga al consiglio comunale che poi l'adotta a maggioranza, una delibera di tal genere, chiaramente al di fuori delle competenze del Comune che non può certo decidere quali coltivazioni consentire o proibire sul suo territorio, ma soprattutto ritengo del tutto fuori luogo e oltraggiosa la risposta che lo stesso sindaco ha dato alle giuste osservazioni presentate dall'unico consigliere di minoranza presente “Faccia ricorso al Tar” denotando il suo scarso senso civico e inoltre la sua scarsa convinzione della correttezza della sua proposta».

«Ancora più grave – attacca l’avvocato Bulleri – è che il sindaco-medico, nonostante le raccomandazioni dell'OMS che ha proposto di riclassificare la cannabis in toto e dato che in questo mondo globalizzato le informazioni scientifiche sono alla portata di tutti , continui a perorare la causa proibizionista per la salute dei ragazzi classificando la cannabis come primo gradino della droga quando invece la cannabis per finalità agro industriali e terapeutiche in funzione anche al thc, ad oggi sempre in continua evoluzione, è una coltura prevista e tutelata dall'ordinamento e per la quale, peraltro, è anche previsto il pagamento della Pac al pari delle altre colture e prescritta da medici per certe patologie». —
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino