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Matteo Tortolini lascia il Pd e approda in Italia Viva

Cristiano Lozito
Matteo Tortolini lascia il Pd e approda in Italia Viva

L’ex consigliere regionale va con Renzi, insieme a Pini coordinerà Iv in Val di Cornia «Decisione sofferta, ma non condivido la politica del segretario Zingaretti»

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Matteo Tortolini lascia il Pd e approda nel nuovo partito di Matteo Renzi, Italia Viva, di cui sarà il coordinatore in Val di Cornia con Kety Pini. Una notizia choc se si considera il peso avuto da Tortolini negli ultimi 20 anni del partito, ma non un fulmine a ciel sereno se si esamina invece la sua parabola nell’ultimo lustro, e le sue posizioni politiche che fanno apparire Iv come un approdo per lui naturale. Ex enfant prodige dai tempi dei Ds, considerato anche dai nemici l’uomo politicamente più preparato, scaltro e intelligente del Pd, Tortolini ha ricoperto tutti i ruoli nel partito: segretario della Sinistra giovanile, consigliere comunale a 22 anni, assessore all’urbanistica a 27 anni con Gianni Anselmi sindaco, coppia politica che pareva inossidabile, poi spezzata e ricomposta più volte.

Una carriera fulminante, quella di Tortolini, che lo ha visto tra i fondatori del Pd locale, poi consigliere provinciale e quindi consigliere regionale nel 2010 prima che nel 2015, con una scelta lacerante per il suo partito, allora guidato da Valerio Fabiani, gli venisse preferito Gianni Anselmi, negandogli la candidatura e la probabile riconferma.

Da lì in poi Tortolini è quasi scomparso dalla scena pubblica, ma nel partito ha comunque continuato a pesare, spesso con un ruolo di mediatore – non sempre con successo – nelle varie “guerre” che hanno segnato la vita del Pd negli ultimi anni, fino a ricoprire il ruolo di coordinatore della segreteria di Federazione nella dura fase seguita alla pesantissima sconfitta del Pd a Piombino alle amministrative. Fase in cui non ha mancato di criticare l’assenza di una seria analisi dei motivi di quel tracollo. Se questo è stato uno dei motivi che lo hanno fatto allontanare da Pd, certo ha pesato in maniera maggiore la politica del neosegretario Nicola Zingaretti, in cui non si è mai riconosciuto. Il suo arrivo in Italia Viva potrà avere un peso alle prossime regionali se, come pare ormai certo, il partito di Renzi presenterà una lista a sostegno di Eugenio Giani. Con ogni probabilità non ne farà parte, ma certo il suo apporto non sarà ininfluente.

Tortolini, che ha informato il segretario Simone De Rosas con una lettera, spiega al Tirreno che «si è trattato di una decisione non semplice e sofferta. Del resto che non condivido la politica di Zingaretti l’ho detto fin dal congresso. Io sono sempre stato un riformista che ritiene fondamentale la crescita economica e non una politica di pura redistribuzione e assistenzialismo. Credo anche che certi temi non possano essere patrimonio esclusivo della Destra, ad esempio sull’immigrazione servono politiche di regolazione dei flussi e non di semplice accoglienza. Da tempo ero in sofferenza – conclude Tortolini – ma ero rimasto nel Pd sperando di poter contribuire al suo cambiamento. Non è stato possibile, ora cercherò altrove di contribuire alla crescita di un’area progressista non più frammentata». —



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