Il Tirreno

«L’isola punti sulla cultura e l’arte con un progetto ambizioso e unitario»

Stefano Bramanti ;
«L’isola punti sulla cultura e l’arte con un progetto ambizioso e unitario»

Emilia Pignatelli è una scenografa che in passato ha lavorato con artisti del calibro di De André, Pavarotti e Laura Pausini  È innamorata dell’Elba, dove vive da anni: «Lo Scoglio va trattato nella sua totalità, deve essere valorizzato»

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L’intervista

Stefano Bramanti

Cultura ed eventi spettacolari di crescente qualità per l'Elba, unitamente a rinnovate infrastrutture e servizi. Una strategia vincente per garantire all'isola un futuro migliore, atteso da lustri. Ma niente di nuovo per ora si vede all'orizzonte.

È questa è la sintesi estrema del documento fornito al Tirreno da Emilia Pignatelli, residente a Procchio. L’abbiamo interpellata per trovare risposte alle necessità isolane del settore della cultura e degli spettacoli, da tempo privi di una progettazione globale, senza un coordinamento tra i sette comuni. Diversi appuntamenti culturali si accavallano in estate o in altri periodi, ma in generale emerge che diverse produzioni culturali non sono di particolare portata. Emilia è laureata in scenografia all'Accademia di Belle Arti di Brera di Milano, a suo tempo è stata direttrice artistica del teatro dei Vigilanti Renato Cioni, ed ha alle spalle un curricolo infinito di valore, impegnata a lungo, negli anni Novanta nelle esibizioni di Fabrizio De André, ma anche nei tour di Luciano Pavarotti, Celentano ed anche quelli di Laura Pausini, con tappe europee e mondiali. Ma sono molti altri i momenti di lavoro della specialista insieme ad altri big del mondo dello spettacolo.

«L’Elba ha bisogno di un progetto ambizioso unitario e lungimirante. Deve essere un lavoro sinergico, con una visione di lungo termine e condiviso dai 7 comuni. Servono – dice Pignatelli – scelte politiche decise, in grado di delineare il profilo di un territorio e delle opportunità che questo può offrire alla cittadinanza. Si punti sulla crescita culturale personale e collettiva e quando dico crescita non intendo solo quella intellettuale, ma anche quella economica. Molte indagini economiche dimostrano che la cultura ha effetti prorompenti sul mercato, con un moltiplicatore stimato pari a 1,8 Quindi per ogni euro prodotto dalla cultura se ne attivano 1,8 in altri settori. Nel 2019 i 95,8 miliardi del settore, ne hanno ‘stimolati’ altri 169,6, per arrivare a 265,4 miliardi prodotti dall’intera filiera culturale italiana, cioè il 16,9% del valore aggiunto nazionale, col turismo come primo beneficiario di questo effetto volano. È evidente a tutti che all’Elba esistano delle criticità, un vero e proprio cortocircuito comune nei territori come il nostro, vale a dire in tutte le realtà che vivono esistenze schizofreniche vittime della stagionalizzazione, ma la cultura non può essere pensata ad intermittenza ed essere percepita come un semplice servizio turistico. L’offerta culturale è un prezioso diritto che deve accompagnare la vita di tutti i giorni».

Secondo Pignatelli è necessario proporre con continuità contenuti culturali, «mantenendo attiva la frequentazione di spazi fortemente connotati, ad esempio il Teatro dei Vigilanti dove sarebbe auspicabile la nascita di una compagnia stabile elbana, che restituisca vita pulsante ad uno spazio prezioso e porti a collaborare e crescere professionalmente le numerose scuole di danza e teatro e le tante compagnie amatoriali attive sul territorio tutto l’anno».

L'esperta suggerisce quindi per l'isola un quadro d’insieme che accolga tutte le espressioni della comunità isolana, una comunità socialmente ricca e vivace, mettendo in campo un team di professionisti nominato dai comuni. E dice ancora: «L'Elba va trattata nella sua totalità senza distinzioni campanilistiche, magari partendo da una tavola rotonda, su mandato politico, destinata ad operatori del settore che si dedichino allo studio e all'organizzazione di progetti ed idee. Bisogna lavorare sul connubio tra natura, arti, storia, agroalimentare e tutte le espressioni culturali del territorio, con progetti connessi ad un turismo maturo, alla ricerca di esperienze uniche ed immersive lontano dal superato e limitatissimo turismo balneare, che esiste e continuerà ad esistere ma non è più l’unica possibilità».

Il turista va incuriosito proponendogli esperienze naturalistiche da vivere nell'entroterra isolano, con le sue tradizioni, angoli della vita che paiono quadri artistici e varie eccellenze esistenti. «Innanzitutto però – dice Pignatelli – si impari ad agire insieme, a collaborare, per valorizzare il vissuto di tutta l’Elba. Le opere d’arte, i reperti archeologici, i minerali, la botanica, le architetture, il paesaggio, un patrimonio che andrebbe censito e promosso. Le tradizioni popolari come “La Festa dell’Uva”, “Il Palio di S. Agabito”, “I cantori del Maggio”. Le tradizioni enogastronomiche. Gli appuntamenti letterari e musicali di grande valore. La storia e i grandi personaggi dell’isola come Napoleone, Cosimo De’ Medici, Pietro Gori, Oreste del Buono, Jaque Mayol, Pertini». E ancora suggerisce l'importanza dei coinvolgere i giovani, in questo processo virtuoso, formandoli e stimolando la loro creatività con percorsi scolastici, progetti satellite in grado di coinvolgere e incuriosire i ragazzi e gli permetta di percorrere un vero e proprio viaggio verso la memoria ed il territorio.

La scenografa Emilia Pignatelli conclude ribadendo che parallelamente a tali strategie, l'Elba ha bisogno di un radicale restyling per rinnovare, incrementare e uniformare le infrastrutture già presenti.

«La cultura richiede spazi idonei – afferma – Sono necessari investimenti importanti in grado di dare lo slancio che manca da decenni e che, ne sono certa, con un effetto domino porterebbe al rilancio del mercato e delle attività turistiche ed imprenditoriali». —

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